di Fabio Belli
Disastro colposo per gli effetti di anni di esercitazioni militari nel poligono militare di Teulada in Sardegna.
Questa l’accusa di cui dovranno rispondere cinque generali italiani, tutti ex capi di stato maggiore. A deciderlo nei giorni scorsi ĆØ stato il GUP del Tribunale di Cagliari, Giuseppe Pintori, che ha fissato l’inizio del processo per il 25 gennaio 2024, disattendendo le richieste del pm, Emanuele Secci che, sebbene avesse indagato 7 anni sulle morti per neoplasie tra la popolazione della zona, aveva chiesto il proscioglimento degli imputati sostenendo di non aver trovato il nesso di causalitĆ e chiedendo l’archiviazione del caso. Decisione impugnata dal gip Alessandra Tedde che, ordinando lāimputazione coatta, ha aperto la strada al rinvio a giudizio per i generali: Giuseppe Valotto, Claudio Graziano, Danilo Errico, Domenico Rossi, e Sandro Santroni.
L’area interessata alla devastazioni, denominata Penisola Delta, si estende su tre chilometri quadrati. Secondo l’indagine della Procura dal 2008 al 2016, vi furono sparati 860 mila colpi di addestramento, con 11.875 missili, pari a 556 tonnellate di materiale bellico.
“Non crediamo che lo Stato Italiano potrĆ condannare sĆ© stesso, perchĆ© riconoscere le responsabilitĆ penali degli imputati significherebbe implicitamente condannare anche le politiche coloniali imposte per decenni dal Ministero della Difesa italiano”, si legge sulla pagina Facebook di “A Foras”, il movimento che si batte per la chiusura delle basi militari in Sardegna, fiduciosi comunque che tramite il processo ai 5 generali, sarĆ possibile accertare i dati esatti sullo stato di inquinamento del terreno e delle falde acquifere nel Poligono di Teulada, dove sono stati utilizzati migliaia di missili Milan e dove sono stati disperse quantitĆ significative di Torio.







