Ghedi: sfrattare la NATO per evitare la guerra
di Jeff Hoffman
Stop all’invio di armi in Ucraina, proibizione delle armi nucleari, riduzione delle spese militari e uscita dell’Italia dalla NATO.
Queste le richieste dei manifestanti che domenica 2 aprile, a Ghedi, si sono radunati davanti alla tristemente nota base militare di Ghedi, a Brescia, all’interno della quale sono immagazzinate circa 20 bombe atomiche statunitensi B61, in corso di sostituizione con i nuovi ordigni nucleari di ultima generazione B61/12.
“A Ghedi si vive un contesto di drammatica pericolosità: un rapporto di Greenpeace rileva che qualora in questa base si registrasse un incidente, ci potrebbero essere tra i 2 e i 10 milioni di morti. Il tutto nell’indifferenza generale”, ha affermato uno dei manifestanti.
A organizzare la manifestazione di protesta la neonata rete nazionale “Sciogliamo la NATO, mai più guerre”, che ha messo insieme numerosi gruppi pacifisti tra cui Donne e uomini contro la guerra, Familiari delle vittime dell’uranio impoverito, Basta guerre e il Centro sociale 28 maggio. Fra le sigle partecipanti anche Unione Sindacale di Base, Unione Popolare, PaP e altri.
Nel comunicato stampa ufficiale della manifestazione gli organizzatori puntano il dito verso tutti i principali partiti e accusano l’informazione dominante di essere sempre più condizionata dalla propaganda di guerra dettata da Washington.
Secondo l’organizzazione no-profit Center for Arms Control and Non-Proliferation, con sede a Washington, gli USA hanno stoccato circa 100 testate nucleari nelle basi aeree di Belgio, Germania, Italia Paesi Bassi e Turchia, in linea con il cosiddetto principio di condivisione nucleare della NATO.
Mentre il cosiddetto mercato comune europeo azzera la propria industria per trasformarsi in struttura militare coloniale e il neo premier italiano Giorgia Meloni manda baci ai bambini dalla carlinga dell’F35 in Piazza del Popolo a Roma, il variegato movimento contro la guerra torna a manifestare chiedendo la fine della partecipazione al conflitto e l’uscita dell’Italia dalla NATO