di Andrea Lucidi
La multinazionale Visa ha depositato in Russia la richiesta di registrazione di due marchi, facendo nascere speculazioni su un possibile ritorno dell’azienda californiana sul mercato del Paese.
Le richieste sono state individuate questa settimana dai media locali sul registro del Servizio federale russo per la proprietà intellettuale. I marchi includono il classico logo Visa blu e la sua variante a strisce gialle e blu.
Sebbene lo sviluppo abbia suscitato voci di un imminente ritorno dell’azienda sul mercato russo, al momento non sono disponibili informazioni ufficiali.
La comparsa dei loghi Visa nel registro russo della proprietà intellettuale potrebbe essere in realtà una precauzione contro l’uso abusivo di loghi registrati, una pratica legalmente discutibile che consiste nel registrare marchi simili o identici a quelli preesistenti che non sono più utilizzati. I nuovi “proprietari” poi “restituiscono” i marchi originali ai proprietari originari dietro pagamento di una somma di denaro o utilizzano i marchi famosi per promuovere i propri prodotti.
Visa, così come il suo concorrente MasterCard, ha sospeso le operazioni in Russia nel 2022, all’inizio del conflitto tra Mosca e Kiev. L’assistenza alle carte emesse prima della sospensione è stata affidata al Sistema nazionale russo di carte di pagamento (NSPK). Per gli utenti finali, il cambiamento ha significato di fatto che le carte emesse in Russia hanno smesso di funzionare all’estero.
La sospensione delle operazioni da parte delle due principali società di servizi di carte di credito al mondo ha avuto un impatto negativo sul mercato russo, come ha ammesso all’inizio dell’anno il capo dell’NSPK Dmitry Dubinin. Ma ha anche dato un forte impulso allo sviluppo e alla diffusione del sistema di carte di pagamento russo Mir, che oggi si stanno diffondendo in diversi stati del mondo multipolare. Una ulteriore diffusione del sistema di pagamento MIR potrebbe rappresentare l’inizio di una pericolosa concorrenza per le aziende di pagamento occidentali. Il sistema di pagamento Mir era stato adottato anche dall’Armenia, paese che nel corso dell’ultimo anno ha intrapreso un percorso di allontanamento da Mosca e d’avvicinamento dall’orbita geopolitica statunitense. Pochi mesi fa, forse dietro pressioni occidentali, l’Armenia ha revocato l’autorizzazione al sistema di pagamento Mir, escludendolo dal Paese.