di Fabio Belli
L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) ha annunciato oggi l’adesione ufficiale dell’Iran. La decisione è stata resa nota al 23° vertice dell’Organizzazione presieduta dall’India aperta oggi a Nuova Delhi dal premier indiano Narendra Modi in modalità videoconferenza. L’Iran diventa così il nono membro dell’associazione intergovernativa. Fondata nel 2001 a Shanghai, l’organizzazione comprendeva inizialmente sei nazioni: Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Cina, Tagikistan e Uzbekistan, a cui si sono uniti nel 2017 India e Pakistan. Non mancano nuove richieste di adesione mentre Mongolia, Sri Lanka e Bielorussia hanno lo status di osservatori. I leader dei Paesi membri hanno inoltre oggi firmato un memorandum di determinazione affinché la Bielorussia aderisca all’organizzazione nel più breve tempo possibile, come ha auspicato il presidente russo Vladimir Putin.
Durante il summit odierno, il presidente della Repubblica islamica, Ebrahim Raisi, ha auspicato che i Paesi asiatici tornino a essere un edificio di civiltà basato su etica, spiritualità, giustizia, razionalità e rispetto per la dignità umana.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha nell’occasione ribadito che la Russia si trova in una fase di costante sviluppo e che il suo popolo è coeso. “Voglio cogliere l’occasione per ringraziare i miei colleghi della SCO per aver sostenuto la leadership russa nel proteggere la nostra costituzione, l’ordine sociale e la sicurezza dei nostri cittadini”, ha sottolineato Putin, precisando: “Forze esterne hanno iniziato una ‘guerra ibrida’ e imposto ‘sanzioni illegittime’, ma il paese continuerà a resistere”. Anche il presidente cinese, Xi Jinping, ha fatto riferimento a ‘interventi esterni’. “Dovremmo opporci risolutamente a qualsiasi intenzione che inciti qualsivoglia rivoluzione colorata”, ha detto Xi.
“Questa organizzazione sta svolgendo un ruolo sempre più significativo negli affari internazionali, dando un contributo reale al mantenimento della pace e della stabilità, garantendo una crescita economica sostenibile degli Stati membri e rafforzando i legami tra i popoli, ha sostenuto il leader Cremlino, che ha ribadito che ciò è particolarmente significativo nelle condizioni attuali, quando le contraddizioni geopolitiche si fanno più acute, il degrado del sistema di sicurezza internazionale continua, i rischi di una nuova crisi economica e finanziaria mondiale aumentano sullo sfondo dell’accumulo incontrollato di debiti nei paesi sviluppati, la stratificazione sociale e la crescente povertà nel mondo e il deterioramento della sicurezza alimentare.”
Al tempo stesso, da domani e fino al 6 luglio, i funzionari dei Brics si riuniranno a Durban, in Sudafrica. per definire l’agenda dell’espansione del gruppo. Il crescente interesse da parte di varie nazioni pone la necessità di definire criteri appropriati per i potenziali nuovi membri, in particolare per l’Etiopia, strategica sponda tra Africa e Asia.