di Gionata Chatillard
“Sul fronte di Donetsk la situazione sta peggiorando”. Ad ammetterlo, questa volta, è Volodymyr Zelensky, che ha chiesto agli alleati occidentali di difendere l’Ucraina con lo stesso impegno con cui stanno difendendo Israele. Già sabato scorso, i vertici dell’Esercito avevano detto di essere in grande difficoltà, facendo capire che Mosca potrebbe sfondare da un momento all’altro le linee difensive di Kiev. Il tracollo, almeno per ora, non c’è stato, ma le truppe russe continuano a guadagnare terreno nella regione di Donetsk, dove gli scontri con i mercenari occidentali sono ormai all’ordine del giorno.
Proprio ieri, nella località di Slaviansk, le forze armate del Cremlino hanno attaccato posizioni presumibilmente occupate da militari francesi. A riferrilo è stato il coordinatore della resistenza filo-russa Sergei Lebedev, che per l’ennesima volta ha denunciato lo schieramento in prima linea di soldati occidentali. In questo caso, la funzione dei militari francesi sarebbe stata non solo quella di consegnare ai loro colleghi ucraini gli obici Caesar promessi da Emmanuel Macron, ma anche quella di manovrare questi sistemi di artiglieria semovente, in quanto le truppe di Zelensky non avrebbero le competenze necessarie per poterlo fare.
Parigi aveva dichiarato a marzo di aver fornito a Kiev 30 obici Caesar nei primi 2 anni di conflitto. L’Eliseo, però, ha poi annunciato l’invio di altri 78 semoventi di questo tipo da qui a fine anno. I tempi e le modalità delle consegne non sono chiari per la stampa occidentale, ma potrebbero esserlo per l’Esercito russo, che già a marzo aveva dichiarato di aver neutralizzato 147 mercenari francesi. A questi occorrerà aggiungere quelli colpiti nelle ultime ore a Slaviansk. Secondo i resoconti della stampa russa, almeno 60 combattenti potrebbero aver perso la vita nell’offensiva di ieri. Fra questi, non solo mercenari francesi, ma anche statunitensi e georgiani, oltre che diversi soldati di “alto rango” di un Esercito ucraino ormai ridotto al lumicino.