di Jeff Hoffman
Hunter Biden è stato riconosciuto colpevole di tre capi d’accusa in un processo federale relativo all’acquisto di una pistola.
Una giuria di 12 membri del tribunale federale di Wilmington, nel Delaware, Stato dove Joe Biden ha iniziato la sua carriera da senatore, lo ha ritenuto colpevole di aver mentito sul suo stato di tossicodipendenza da crac mentre acquistava una pistola automatica in un’armeria.
Stando alla narrazione mediatica confezionata e diramata a tutte le agenzie di stampa nazionali e internazionali il figlio del presidente Joe Biden viene presentato come una vittima della tossicodipendenza che, tuttavia, avrebbe imboccato la strada della guarigione e sarebbe sobrio e in piene facoltà mentali dal 2019.
Più precisamente, il figliol prodigo di Joe Biden, anche noto come Sleepy Joe, è stato ritenuto colpevole di due capi d’accusa relativi alle false dichiarazioni rilasciate compilando il modulo necessario per comprare una pistola Colt Cobra, mentre il terzo capo d’accusa riguarda il possesso di un’arma concomitante all’utilizzo di sostanze stupefacenti.
“Hunter Biden rischia fino a 25 anni di carcere”, scrivono tutte le agenzie di stampa confezionando l’immagine equa e trasparente della giustizia statunitense.
“Siamo orgogliosi di nostro figlio e saremo sempre pronti a sostenerlo”, hanno dichiarato il presidente e la first lady alla stampa.
Un’arma di distrazione di massa per nascondere all’opinione pubblica le vere accuse che, ormai da anni, pendono sulla testa di Hunter Biden e famiglia e comprendono sia reati fiscali che atti di corruzione internazionale e riciclaggio.
Mai come adesso, dunque, lo spettacolo deve continuare.