di Jeff Hoffman
Una serie di scosse di terremoto è stata registrata nelle ultime settimane nel sud del Texas che, stando alla mappa dei rischi sismici degli Stati Uniti, non è uno stato a rischio.
La sola contea di Scurry ha registrato almeno 60 scosse di terremoto fra i 4 e 5 punti della scala Richter, costringendo gli enti locali a dichiarare lo stato di emergenza intorno all’area di Fort Worth, nella contea di Scurry, fra San Antonio e Austin.
La più forte delle scosse di venerdì scorso ha raggiunto il 5,1 della scala Richter, innescando alcune domande che, per dirla tutta, i cittadini texani si pongono da alcuni anni.
Stando a un sismologo dell’US Geological Survey interpellato dal quotidiano Dallas Morning News le scosse potrebbero essere state causate dall’estrazione di petrolio e gas con il metodo fracking.
Se il Texas non si trova lungo la faglia principale che si snoda sulla costa orientale degli Stati Uniti, presenta comunque 250 faglie minori che si estendono per 1.800 miglia dall’area di Dallas-Fort Worth.
Stando a Justin Rubinstein, geofisico dell’US Geological Survey di Menlo Park, più di 100 sono i terremoti dell’ultima settimana e, a suo dire, è “quasi il 99% probabile” che tutte queste scosse siano collegate ai giacimenti di gas e petrolio.
La Railroad Commission of Texas, ente che regola l’industria petrolifera e del gas naturale dello stato, ha annunciato che stava esaminando eventuali connessioni tra le scosse di terremoto e l’iniezione di fluidi nel terreno per l’estrazione di prodotti petroliferi.
Il 30 luglio 2024, arrivato ad Austin per il 60° anniversario del Civil Rights Act, il presidente Joe Biden è intervenuto dalla biblioteca presidenziale per chiedere, terremoti o non terremoti, modifiche radicali alla Corte Suprema e un emendamento costituzionale che limiti l’immunità presidenziale.
E i terremoti proseguono.