di Margherita Furlan e Fabio Belli
Il primo ministro indiano, Narendra Modi, è arrivato oggi a Mosca per la sua prima visita estera da quando ha assunto l’incarico per il suo terzo mandato consecutivo. “I legami più forti tra India e Russia andranno a vantaggio dei popoli dei due Paesi”, ha affermato Modi che, dopo un incontro con i residenti indiani in un hotel nel centro della capitale russa, co-presiederà oggi e domani il 22° Summit annuale Russia-India con il presidente Vladimir Putin.
Intanto Orban ha annunciato che dopo Pechino visiterà Washington. L’attività diplomatica intorno alla crisi ucraina si fa intensa, mentre Kiev e Varsavia firmano un patto di sicurezza in base al quale la Polonia potrebbe abbattere i missili russi sul territorio ucraino che si avvicinassero al confine. Varsavia potrebbe inoltre prendere in considerazione il trasferimento di caccia MIG a Kiev se i Paesi della NATO li sostituissero. L’accordo prevede anche una cooperazione militare a lungo termine, incluso l’addestramento della Legione ucraina, una nuova unità sul territorio polacco che sarà costituita dai rifugiati ucraini che si trovano nei paesi dell’Unione europea.
A un giorno dal vertice della NATO a Washington le sorti del conflitto ucraino potrebbero mutare, ma chi vincerà la partita non è ancora chiaro.
Secondo i media occidentali, che citano fonti ucraine, Mosca avrebbe lanciato una pioggia di missili in pieno giorno, uccidendo almeno 36 civili e danneggiando gravemente il principale ospedale pediatrico di Kiev. Sempre secondo fonti ucraine le difese aeree avrebbero abbattuto 30 dei 38 missili in arrivo. Nell’attacco cinquanta edifici civili, tra Kiev e altre città, sarebbero stati danneggiati. In risposta, il ministero della Difesa russo ha etichettato come false le accuse di Kiev. L’esercito russo ha confermato di aver lanciato una raffica di missili a lungo raggio, sottolineando però che i suoi obiettivi erano fabbriche militari e aeroporti. “Numerose foto e video provenienti da Kiev confermano inconfutabilmente la distruzione causata da un missile anti aereo ucraino, sparato da un lanciarazzi posizionato all’interno della città”, ha affermato il dicastero russo. Le immagini, intanto, fanno il giro del mondo, e arrivano ai tavoli del meeting di Washington, pronta a cambiare, o a ultimare, la storia della NATO.
Intanto sul fronte economico Mosca e Teheran hanno concordato il collegamento dei sistemi di pagamento dei due Paesi: lo SHETAB dell’Iran e il Mir della Russia. Il tutto è stato finalizzato durante un incontro avvenuto sabato scorso a San Pietroburgo tra le delegazioni dei due paesi.
Secondo quanto affermato dal governatore della Banca centrale dell’Iran, Mohammad Reza Farzin, la prima fase dell’accordo consentirà ai titolari di carte iraniane di prelevare rubli dagli sportelli automatici in Russia a partire dalla fine di agosto.
La fase due sarà speculare, ovvero i cittadini russi potranno utilizzare gli ATM in Iran. L’accordo prevede poi una terza fase, quando le carte iraniane saranno elaborate nei terminali russi. L’obiettivo di Teheran, tuttavia, è quello di accedere al Mir anche in paesi diversi dalla Russia in cui il sistema è operativo.