di Gionata Chatillard
Il vertice dei BRICS di fine agosto sarà di portata storica. Ad affermarlo è l’ambasciatore sudafricano presso il blocco multilaterale, che ha assicurato che l’incontro che si terrà a Johannesburg dal 22 al 24 agosto scoprirà le carte su quello che il diplomatico ha definito come “un cambiamento tettonico nell’architettura geopolitica globale”.
Il riferimento è al tanto atteso allargamento dell’organizzazione, alle cui porte stanno ormai bussando decine di paesi di tutto il mondo. Il vertice di Johannesburg servirà proprio a stabilire le regole per le future ammissioni, su cui i vari membri dell’organizzazione non sembrano però essere completamente d’accordo. Se Cina e Russia mirano infatti a inglobare quante più nazioni possibili, India e Brasile sembrano invece essere più scettici.
Fonti diplomatiche citate da Reuters parlano di un crescente disagio a Nuova Delhi per il ruolo dominante di Pechino non solo nei BRICS, ma anche nell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Un disagio che potrebbe spiegare la decisione presa dall’India, circa un mese fa, di ospitare in formato virtuale il vertice di quest’ultimo organismo, che inizialmente doveva invece tenersi in presenza proprio nella capitale del paese asiatico. Una mossa che Nuova Delhi potrebbe replicare anche al summit dei BRICS di agosto, dove la presenza di Narendra Modi è tutt’altro che scontata.
A ciò si aggiungono le reticenze del Brasile, che vorrebbe irrigidire i criteri di ammissione dei nuovi membri per non perdere peso in seno all’alleanza. Il vertice di agosto servirà anche e soprattutto a limare queste divergenze, fermo restando che le decisioni del blocco si prenderanno, ancora una volta, all’unanimità e segneranno comunque una svolta, in ambito politico, sociale ed economico per il mondo intero, Africa compresa.