di Gionata Chatillard
Le interferenze della Cina nelle elezioni canadesi sarebbero costate ai conservatori fino a 9 seggi. Questa è la conclusione a cui sono arrivati i conservatori in base ai dati forniti dall’Intelligence di Ottawa relativi alle tornate elettorali del 2019 e del 2021, entrambe vinte dal Partito Liberale dell’attuale primo ministro Justin Trudeau. Le presunte ingerenze di Pechino avrebbero quindi sì influito sui risultati, ma non al punto da ribaltare l’esito generale del voto. Detto in altri termini, Trudeau avrebbe vinto lo stesso.
Le prime indiscrezioni sulla questione erano già circolate un anno fa, motivo per cui il premier si era visto costretto ad annunciare l’istituzione di una commissione incaricata di vederci chiaro. Il rapporto che ne è scaturito afferma che le interferenze cinesi sulla società civile sarebbero state “sofisticate, pervasive, persistenti” e, soprattutto, volte ad agevolare la rielezione del primo ministro. Questi, almeno all’inizio del suo primo mandato, sembrava effettivamente voler tendere una mano a Pechino, tanto da arrivare a proporre un accordo di libero scambio con la Repubblica Popolare. Le cose iniziarono però a cambiare drasticamente con l’affaire Huawei e l’inizio del disaccoppiamento occidentale dalla Cina. Un processo che nel 2022 portò il Governo di Trudeau ad alterare formalmente la sua politica riguardo al paese asiatico, considerato da allora come una “potenza dirompente” da tenere assolutamente a bada.
I conservatori canadesi, che da sempre hanno sostenuto una linea più dura nei confronti di Pechino, provano adesso a fare cassa accusando il Governo di non aver fatto abbastanza per arginare le interferenze cinesi. Una questione che però sembra già abbondantemente superata dall’attualità geopolitica. Trudeau -che proprio oggi aveva in programma di testimoniare davanti alla commissione incaricata di fare luce sul caso- ha già infatti dimostrato di essere disposto a cambiare rotta ideologica non appena da Washington arrivi il segnale opportuno. E così, come spesso accade in Occidente, destra e sinistra si fanno la guerra in Parlamento e in televisione nonostante, alla prova dei fatti, finiscano quasi sempre per prendere le stesse decisioni, ovvero quelle gradite alla Casa Bianca.