di Elisa Angelone
I numerosi documenti classificati del Pentagono divulgati in rete confermano l’ormai nota partecipazione attiva di mercenari occidentali allo scenario di guerra ucraino. La presenza più consistente sarebbe quella del Regno Unito, che avrebbe schierato 50 membri delle forze speciali, seguita poi da Lettonia, Francia, Stati Uniti e Olanda per un totale pari a circa 97 militari. I documenti segreti divulgati, secondo Fox News, dalla CIA o dalla NSA, non specificherebbero dove esattamente starebbero agendo le forze occidentali e in quali operazioni siano impegnate.
Certo è che le forze speciali britanniche, come evidenzia anche la BBC, sono composte da diverse unità militari di alto livello e sono considerate tra le più efficienti al mondo. Esse, peraltro, agirebbero in assoluta segretezza e non sarebbero nemmeno soggette al controllo parlamentare. La loro presenza in Ucraina, quindi, è tanto più significativa. D’altra parte, Londra è sempre stata tra i più strenui sostenitori di Kiev anche a livello militare. Il suo supporto, infatti, è secondo solo a quello di Washington.
Il ministero della Difesa britannico non ha commentato la fuga di notizie, ma si è finora limitato a mettere in guardia i lettori dal rischio di disinformazione, in quanto i documenti trapelati avrebbero manifestato un “grave livello di inesattezza”.
Mentre il Dipartimento di Stato USA ha aperto un’indagine penale sulla fuga dei documenti top secret, cercando al contempo di limitarne per quanto possibile la diffusione, appare ormai confermata la presenza dei militari della NATO in Ucraina. Notizia che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non sembra aver suscitato troppo scalpore in Russia, dal momento che la presenza di mercenari occidentali sul campo di battaglia al fianco delle forze armate ucraine sarebbe stata ampiamente documentata e denunciata più di una volta, già dal 2014. D’altra parte, anche media occidentali come Le Figaro, il Times e Grayzone, nei mesi scorsi avevano fatto apertamente riferimento alla presenza di militari statunitensi e britannici in Ucraina, principalmente per addestrare i soldati ucraini all’utilizzo delle armi occidentali.
Il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, ha definito il contenuto dei documenti segreti un “mix di verità e falsità”, volendo così minimizzare il clamore suscitato dalla loro divulgazione. “Le informazioni veritiere hanno perso la loro rilevanza”, avrebbe commentato il ministro ucraino, secondo cui dietro la fuga di notizie ci sarebbe chiaramente lo zampino di Mosca, desiderosa di seminare discordia tra gli alleati. Tra le informazioni false, secondo Reznikov, vi sarebbe la presenza di forze NATO in Ucraina.
Il Cremlino, dal canto suo, non si esprime sull’attendibilità o meno dei documenti. La tendenza sui media russi pare quella di classificare la fuga di notizie come un tentativo da parte occidentale di ingannare Mosca circa i piani di Kiev in merito alla controffensiva di primavera oppure di considerare la divulgazione dei documenti un modo per Washington, in preda ad un caos politico interno, per ridurre il proprio coinvolgimento nel conflitto ucraino.