di Margherita Furlan, Fabio Belli e Jeff Hoffman
Gli aerei statunitensi potranno usare le basi militari della Giordania che, prestando le sue piste aeree, diventerà de facto il primo paese arabo ad affiancare gli Stati Uniti nel conflitto in Medio Oriente.
Tuttavia, il re di Giordania Abdullah II ci ha tenuto a far sapere di aver dato disposizioni per l’invio di aiuti urgenti alla Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah in coordinamento con l’Egitto, dimenticandosi però di dire che il valico è stato temporaneamente chiuso.
Da Washington, dove il termine “pulizia etnica” nei confronti dei palestinesi riecheggia con forza, il Senatore Lindsey Graham suggerisce di bombardare l’Iran, “È ora di portare la guerra nel cortile degli Ayatollah”, afferma convinto Lindsey Graham, intervenendo a Fox News: “Per ogni ostaggio americano o israeliano ucciso da Hamas, dovremmo far saltare in aria una raffineria di petrolio in Iran”, ha precisato il senatore secondo cui Hamas è un branco di animali. A Graham fa eco il portavoce della Casa Bianca, John Kirby, commosso in diretta alla CNN mentre guardava il video di un attacco di Hamas. “Scusatemi… è molto difficile guardare quelle immagini, il costo umano… questi sono esseri umani”, ha detto Kirby evidentemente non abituato alle immagini dei massacri perpetrati da Israele. In perfetta sintonia, evidentemente non considerando umani i palestinesi, sembra essere il maggiore generale israeliano, Ghassan Alian, che in un video, riferendosi agli abitanti di Gaza, ha detto: “Gli animali umani devono essere trattati come tali. Non ci sarà né elettricità né acqua, ci sarà solo distruzione. Volevi l’inferno? Otterrai l’inferno…”, ha concluso Alian paragonando Hamas all’ISIS.
Politico, sulla scia della nuova narrazione occidentale, si preoccupa di commentare: “Sebbene Putin non abbia provocato questa crisi, ora è felice di gettare benzina sul fuoco e volgere tutto a suo favore”.
“Siamo in guerra”: così il Time suona la carica e dà l’ordine diretto a tutto l’Occidente vassallo di USA e Israele, mentre il Wall Street Journal riferisce che funzionari della sicurezza iraniana avrebbero contribuito a pianificare l’attacco di Hamas.
La Casa Bianca, nel frattempo, valuta la possibilità di includere in un unico disegno di legge gli aiuti sia a Israele che all’Ucraina, in modo che il Congresso americano approvi immediatamente entrambe le iniziative. I legislatori del Partito democratico pensano che questo approccio aiuterà a superare la resistenza di coloro che, tra i Repubblicani, si oppongono a nuovi aiuti all’Ucraina.