di Jeff Hoffman
Con una stretta di mano fra il presidente iraniano , Ebrahim Raisi, il ministro degli Esteri, Hossein Amir-Abdollahian e il suo omologo ad interim del Sudan, Ali Al-Sadiq, in visita ufficiale in Iran, riprendono dopo 8 anni le relazioni bilaterali fra Teheran e Khartoum.
Più o meno nelle stesse ore di lunedƬ 5 febbraio, la Repubblica Islamica ha fatto sapere che Iran, Russia e Cina inizieranno unāesercitazione militare congiunta con l’obiettivo di mantenere la sicurezza nella regione dell’Asia occidentale e soddisfare gli interessi comuni.
Ā “Invitiamo anche altri paesi a prendere parte alle esercitazioni navali di Iran, Cina e Russia che si svolgeranno prima della fine di marzo”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Tasnim il contrammiraglio della marina iraniana Shahram Irani, puntualizzando che lāidea ĆØ quella di proteggere la navigazione dellāIran e assistere i paesi che ne hanno bisogno per garantire sicurezza e protezione.
Non a caso, nel marzo 2023 le forze navali iraniane, cinesi e russe effettuarono, nell’Oceano Indiano, lāesercitazione di guerra chiamata Marine Security Belt 2023, che ĆØ stata la quarta esercitazione congiunta dei tre alleati. Esercitazione che, con un comunicato da Mosca, ĆØ stata denominata una task force multinazionale di navi da guerra per condurre manovre congiunte su più fronti.
Negli stessi giorni ĆØ prevista la più grande esercitazione delle forze NATO “Steadfast-Defender” in Europa orientale ma, si legge dalla stampa, in Polonia e nei paesi baltici si starebbero verificando notevoli interruzioni del GPS che, secondo alcuni media, potrebbero essere causate dallāexclave russa di Kaliningrad.
Le misure della guerra sono sempre più corte.







