di Jeff Hoffman
Stati Uniti, Giappone e Filippine lanceranno pattugliamenti navali congiunti nel Mar Cinese Meridionale entro la fine dell’anno.
Le manovre navali dei tre paesi rientrano nel pacchetto di iniziative che il presidente Joe Biden, il primo ministro giapponese Fumio Kishida e il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. presenteranno al loro primo vertice trilaterale che si terrà a Washington giovedì 11 aprile.
La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha fatto sapere che i tre leader discuteranno di sicurezza informatica allo scopo di proteggere le agenzie governative e le infrastrutture critiche della regione, nonché dei modi per “promuovere la pace e la sicurezza nell’Indo-Pacifico”, senza però fornire dettagli su come Washington intenda perseguire tale scopo.
“Il Mar Cinese Meridionale è diventato sempre più teso negli ultimi anni”, riferisce l’immancabile analisi del quotidiano Politico.
La novità, rispetto ai pattugliamenti/provocazioni di Washington e Manila è la partecipazione di Tokyo che, stando alle previsioni degli esperti di Politico, sarà invitata a unirsi ad Australia, Regno Unito e Stati Uniti nell’organizzazione militare nata nel 2021 con la sigla AUKUS.
Le forze cinesi “continueranno a prendere misure risolute per salvaguardare i propri interessi territoriali”, ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
A conferma che le brutte notizie non arrivano mai da sole ci ha pensato, mercoledì 3 aprile, il generale Charles Flynn, comandante dell’esercito degli Stati Uniti nel Pacifico che, rispondendo ai giornalisti giapponesi di Asahi Shimbun presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Tokyo, ha fatto sapere che l’esercito statunitense intende schierare un nuovo lanciamissili a medio raggio nella regione Asia-Pacifico entro la fine di quest’anno, violando il Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio siglato tra Washington e Mosca nel 1987 e scaduto nel 2019.
Secondo l’immancabile alto funzionario della Difesa a stelle e strisce, il nuovo lanciamissili colmerebbe il divario di capacità missilistiche della Cina e migliorerebbe la deterrenza.
E il pasto nudo della guerra è servito.