di Elisa Angelone
Mentre sullo sfondo imperversano le proteste per la controversa riforma delle pensioni, il presidente francese Emmanuel Macron si è recato ieri, 30 marzo, nel sud della Francia, a Savines-le-Lac, per presentare il nuovo piano siccità per far fronte alla carenza d’acqua.
Il piano, definito di “sobrietà idrica” dall’Eliseo, riguarderà tutti i settori e si pone l’obiettivo di risparmiare almeno il 10% di acqua entro il 2030.
Al centro della nuova gestione vi è il riutilizzo delle acque reflue, per l’irrigazione agricola o la pulizia delle strade. Il piano prevede anche lo stanziamento di quasi 500 milioni di euro extra a favore delle agenzie idriche affinché mettano a punto programmi di risparmio. Allo stesso tempo l’Eliseo intenderebbe sensibilizzare i cittadini al consumo responsabile di acqua per mezzo di “tariffe progressive” volte a penalizzare chi consuma di più. Ma anche a incentivare la creazione di bacini idrici artificiali ad uso degli agricoltori, come quello che a Sainte Soline ha visto scontrarsi la scorsa settimana polizia e manifestanti che protestano contro misure che non solo danneggiano l’ambiente ma che concentrano un bene nelle mani di pochi. Macron avrebbe assicurato che non si tratta di misure volte a privatizzare l’acqua; l’obiettivo, anzi, sarebbe la condivisione. D’altronde “sobrietà idrica” sembra un termine più elegante per “razionamento”.
In questo anche il governo Meloni si mostra in linea con Parigi, nonché con le politiche del governo Draghi: in Italia infatti arriverà presto un commissario nazionale per la siccità. Un incarico straordinario e a tempo (per ora), ovvero fino al 31 dicembre 2023. La necessità di questa nuova figura sarebbe da ricercarsi, secondo il governo, nell’emergenza idrica che interessa il nostro Paese e che richiederebbe “interventi coraggiosi e immediati”. Interventi analoghi a quelli proposti da Parigi: la manutenzione delle infrastrutture idriche, riutilizzo delle acque reflue e riduzione degli sprechi – il che, stando a quanto affermato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica appena un mese fa, in alcuni territori potrebbe tradursi in razionamenti.