di Gionata Chatillard
“Stop alla guerra e ai rifornimenti di armi all’Ucraina”. Questo è il messaggio che i cittadini della Germania orientale hanno recapitato al Governo tedesco nelle elezioni regionali di ieri, che hanno visto un netto successo di AfD in Turingia. In questo land, la formazione sovranista ha infatti superato tutti i rivali, mentre in Sassonia si è piazzata seconda, a un solo punto dai democristiani della CDU.
Secondo buona parte della stampa occidentale, quella in Turingia sarebbe la prima vittoria di un partito tedesco di “estrema destra” dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. In realtà circa 1/3 degli elettori della Turingia ha deciso di votare una formazione sovranista e anti globalista consegnandole un trionfo storico sui partiti tradizionali. Formare un Governo non sarà tuttavia un’impresa facile per AfD, dal momento che le altre formazioni si sono già messe d’accordo per sbarrarle la strada, un po’ come era già successo in Francia contro il Rassemblement National di Marine Le Pen.
Dall’altra parte dello spettro politico, però, a festeggiare c’è anche il partito BSW, capitanato da Sahra Wagenknecht e arrivato terzo sia in Sassonia che in Turingia, stati dove si è recato alle urne oltre il 73% degli aventi diritto. Esattamente come avviene per AfD, anche questa formazione viene normalmente bollata come “estremista” da giornali e televisioni. Al di là delle etichette, i punti di contatto fra i 2 partiti sono effettivamente molti, dal momento che entrambi sono apertamente schierati contro le politiche attuate da Berlino non solo rispetto all’Ucraina e al ruolo della NATO, ma anche riguardo all’immigrazione. Segno che l’analista acuto non distingue più tra destra e sinistra ma tra élite sovranazionali e schiavi.
”I risultati delle elezioni sono preoccupanti”, ha inevitabilmente ammesso il cancelliere Olaf Scholz, che ha incassato una delle sconfitte più colossali mai subite dai socialdemocratici dell’SPD, che hanno raccolto fra il 6 il 7% dei voti nei due land chiamati alle urne. La CDU rimane infatti l’unico partito tradizionale a resistere, mentre i protagonisti della coalizione semaforo che governa a Berlino sembrano ormai in via di estinzione, con i Verdi che raccolgono intorno al 5% e i liberali che praticamente spariscono, attestandosi vicino alla soglia dell’1%.
I risultati in Sassonia e Turingia, oltre a mostrare la disillusione dei cittadini della vecchia Germania dell’Est nei confronti dei partiti tradizionali, sono dunque un messaggio preciso rivolto a Scholz. I partiti che sostengono il Governo tedesco hanno incassato tutti assieme meno del 15% dei voti nei due stati in cui si votava. Una severa punizione per aver deciso di seguire i diktat di paesi terzi fino al punto di mettere a repentaglio il tradizionale ruolo di locomotiva europea della Germania.