di Fabio Belli
Huawei ha in programma di investire 430 milioni di dollari in Nord Africa.
È quanto ha annunciato il presidente della divisione nordafricana del colosso cinese delle telecomunicazioni di Shanghai, Terry He, che ha specificato come l’espansione prevede la costruzione del primo centro cloud in grado di supportare applicazioni guidate dall’intelligenza artificiale e modelli di linguaggio in arabo.
Altre destinazioni dell’investimento prevedono il sostegno a circa 200 partner tecnologici locali e 1.300 distributori, oltre a finanziare un programma di formazione per 10.000 sviluppatori e 100 specialisti.
L’obiettivo di Huawei, oltre a essere presente nel Nord Africa, è quello di diventare un riferimento per gli operatori. Una politica già adottata in Medio Oriente, soprattutto in Arabia Saudita. Secondo rumors di mercato, il centro nevralgico dell’azienda cinese nel nord del Continente Nero potrebbe essere l’Egitto, data la sua recente inclusione nei BRICS e il rafforzamento della cooperazione con Pechino. Non a caso, proprio a Sharm El-Sheikh si è svolto in questi giorni il vertice della Asian Infrastructure Investment Bank.
Il mondo multipolare si estende inesorabilmente.