di Jeff Hoffman
La rete idrica italiana è inefficiente, obsoleta e perde tanta acqua quanta ne servirebbe per soddisfare le esigenze idriche di 43 milioni di persone per dodici mesi.
A dirlo sono i drammatici dati forniti dall’ultimo rapporto Istat sulla rete idrica, confermati dal Libro Bianco Valore Acqua 2024, redatto dall’European House di Ambrosetti sull’emergenza idrica del fu Belpaese.
Tradotto in cifre significa che dei 9,14 miliardi di metri cubi di acqua prelevata dalle falde acquifere, equivalenti a 25 milioni di metri cubi al giorno per un totale di 424 litri di H2O per ciascun abitante, ne sono stati erogati soltanto la metà, cioè 214 litri a persona.
Con una fonte di approvvigionamento ogni 12 km, per un totale di circa 37 mila punti di snodo, l’Italia risulta essere il terzo paese dell’Unione Europea per prelievo di acqua potabile per abitante, con una dispersione idrica pari a circa il 42,4% del totale.
Stando ai dati forniti dall’Istituto di statistica l’Italia ha destinato oltre il 20% della spesa per la protezione dell’ambiente ai servizi di gestione delle acque reflue, ma limitati sembrano essere gli investimenti sull’impiego di tecnologie avanzate per migliorare il processo depurativo dell’acqua, dove le acque depurate potrebbero essere impiegate per finalità industriali e irrigazione agricola.
Secondo quanto emerso dal “Libro Bianco”, redatto dalla fondazione del forum di Cernobbio, infatti, l’Italia sembra essere ben piazzata sul podio della classifica dei Paesi più idrovori d’Europa, figurando al primo posto per consumo di acqua minerale in bottiglia, e al terzo posto per consumo domestico pro capite.
La brutta notizia, fra le altre, è che stando a IrpiMedia il 9% delle tubature per il trasporto dell’acqua potabile conterrebbe tuttora fibre di amianto, mentre è certo che su circa 4 mila campioni di acqua analizzati dagli enti preposti tra il 2018 e il 2022, circa il 19% del totale è risultato positivo alla presenza di composti chimici sintetici.
Secondo uno studio dell’Osservatorio Nazionale Amianto del 2022, citato dal quotidiano locale Bologna Today, su 453 campioni analizzati in Emilia Romagna, 41 sono risultati positivi alla presenza della fibra assassina.
D’altro canto, dichiarano gli enti preposti, soltanto la metà dei comuni italiani è intervenuta sul controllo degli acquedotti e dell’acqua potabile.
C’era una volta il referendum per l’acqua pubblica.