di Elisa Angelone
I rappresentanti della Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN) hanno recentemente messo nero su bianco quello che era il segreto di Pulcinella, ovvero che l’Europa ospita centinaia di testate nucleari “segrete”. Nello specifico, stando ai dati diffusi dall’organizzazione, si tratterebbe di 150 bombe atomiche dispiegate dagli Stati Uniti nelle proprie basi europee senza alcuna comunicazione ufficiale. Le basi in questione si trovano in Belgio, Germania, Olanda, Turchia e, com’è noto, anche in Italia. Una situazione, questa, che, a fronte delle tensioni internazionali, rievoca la crisi dei missili di Cuba e per la quale i rappresentanti della Campagna esprimono profonda preoccupazione.
In questo, i vertici dell’organizzazione che dal 2007 si batte per l’abolizione delle armi nucleari hanno evidenziato i doppi standard dell’Europa che, mentre da una parte predica ed esige trasparenza dalla comunità internazionale in merito alle armi nucleari, dall’altra le ospita segretamente sul proprio territorio.
Sempre secondo un rapporto dell’ICAN, i nove paesi del mondo detentori di armi nucleari hanno speso, nel 2022, un totale di 82,9 miliardi di dollari per i propri arsenali, ovvero oltre 157mila dollari al minuto. In testa sarebbero gli Stati Uniti con una spesa superiore a quella di tutti gli altri stati messi insieme, pari a 43,7 miliardi; al secondo posto la Cina con una spesa pari a 11,7 miliardi e al terzo posto la Russia con una spesa di 9,6 miliardi.
Nonostante la retorica anti-nucleare, la tendenza rispetto agli anni precedenti è all’aumento della tensione.