di Fabio Belli
04Israele ha compiuto un altro crimine contro la popolazione di Gaza bombardando civili davanti all’ospedale Al Shifa. Gli attacchi hanno preso di mira anche un convoglio di ambulanze che trasportavano i feriti verso il checkpoint di Rafah. Il tutto poco prima che il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, arrivato in Israele per la sua terza visita dal 7 ottobre, dichiarava di consigliare al “migliore amico” Israele come “minimizzare le vittime civili”.
In precedenza la Camera dei Rappresentanti di Washington aveva approvato un piano di aiuti a Israele del valore di 14,3 miliardi di dollari. Dal disegno di legge era stata totalmente scorporata l’assistenza all’Ucraina, motivo per cui, anche in previsione di un veto del Presidente, Joe Biden per via dell’assenza di aiuti a Kiev, il provvedimento potrebbe essere destinato a non entrare in vigore con il voto del Senato.
Intanto il Parlamento algerino ha ufficialmente autorizzato il presidente Abdelmadjid Tebboune ad entrare nel conflitto a sostegno di Gaza, con un voto unanime di 100 parlamentari. Per il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi la situazione in Medio Oriente si starebbe avvicinando al punto di ebollizione e il rischio di ricadute regionali e di un’ulteriore escalation sarebbe reale, così come l’eventualità che gruppi estremisti approfittino della situazione.
Israele intanto accerchia Gaza e, allo stesso tempo, cerca di tagliare ogni contatto con i vicini palestinesi. Ne è riprova il fatto che, secondo i media israeliani, migliaia di lavoratori di Gaza che si trovavano in Israele sarebbero stati rimandati nell’enclave attraverso il valico di Kerem Shalom. Non a caso l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu aveva precedentemente annunciato che non vi sarebbero stati più lavoratori palestinesi provenienti da Gaza nel paese.
Oggi era atteso il discorso del leader del movimento libanese Hezbollah, Hassan Nasralllah, in occasione del quale le forze israeliane erano state messe in stato di massima allerta in quanto era prevedibile una dichiarazione di guerra. Guerra che, secondo Nasrallah, il suo movimento combatte dall’8 ottobre. Nel suo video intervento il capo del movimento, sebbene abbia ribadito che tutte le opzioni sarebbero sul tavolo, ha prevalentemente esortato un cessate il fuoco a Gaza, encomiando l’operazione di Hamas e accusando il governo di Tel Aviv per la grave situazione in Palestina negli ultimi anni. “Il popolo palestinese è uno dei popoli più coraggiosi al mondo ed è unico”, ha detto Nasrallah che ha ricordato tutti i martiri della resistenza islamica in Libano che hanno combattuto contro il regime sionista, chiamando anche in causa Washington e considerandolo corresponsabile della grave situazione del popolo palestinese. Il leader libanese ha inoltre dichiarato di non aver affatto paura di affrontare le navi statunitensi nel Mediterraneo. Inoltre, sempre secondo il capo libanese, le azioni al confine con Israele aiuterebbero a sottrarre le forze israeliane da Gaza. “La vittoria è nell’interesse nazionale di Egitto, Siria e Giordania e, soprattutto, del Libano”, ha concluso Nasrallah.
Intanto Tel Aviv e Mosca sono sempre più distanti dopo che l’esercito israeliano avrebbe cessato di avvertire la controparte russa per quanto riguarda gli attacchi in Siria. La decisione, oltre a causare possibili incidenti militari, potrebbe preludere a un piano di Israele, avente come obiettivo l’aumento delle offensive sul territorio siriano.