di Margherita Furlan
Dopo che stanotte Israele ha colpito Kfar Kila, in Libano, con bombe al fosforo bianco, la leadership di Tel Aviv avrebbe avvertito Washington che in caso di guerra con il Libano verranno utilizzate “armi senza precedenti”, per risolvere rapidamente la questione.
Hezbollah ha così incluso la centrale nucleare israeliana di Dimona nella lista degli obiettivi, in caso di un’invasione.
Per Hezbollah se Israele decidesse di invadere il Libano, dovrà prepararsi a una dura rappresaglia, anche perché questa volta l’Iran non potrebbe non schierarsi.
Tra gli obiettivi della resistenza vi sarebbero anche gli oleodotti offshore, le centrali elettriche e i depositi di armi nucleari, oltre ai già presi di mira aeroporti e basi militari.
Nel frattempo, alcuni gruppi di resistenza dell’Asia occidentale hanno espresso la loro disponibilità ad affiancare Hezbollah.
“Combatteremo fianco a fianco con Hezbollah se dovesse scoppiare una guerra totale”, ha detto all’Associated Press un funzionario di un gruppo antiterrorismo in Iraq secondo il quale alcuni consiglieri militari iracheni sarebbero già in Libano.
Fra i combattenti vi sarebbero le Forze di Mobilitazione Popolare dell’Iraq, dell’Afghanistan, del Pakistan e dello Yemen.
Secondo l’agenzia Reuters, Israele potrebbe attaccare il Libano nelle prossime 48 ore. Da due giorni, senza soluzione di continuità, lunghe colonne corazzate dell’Esercito Israeliano si dirigono infatti verso il nord del paese, al confine con il Libano.
Stando alla CNN, Israele avrebbe informato gli Stati Uniti che inizierà il suo attacco via terra contro il sud del Libano, sotto la copertura di intensi attacchi aerei. La Francia potrebbe sostenere le forze armate di Beirut se si schierassero nel Sud del Libano, davanti ad Israele. Non è chiaro di che genere di sostegno si tratti, ma l’invio di forze nel sud del Libano sarebbe un palese elemento ulteriore di complicazione.