di Jeff Hoffman
Nelle ultime settimane l’Ucraina ha rispolverato l’uso del napalm emulando le tecniche criminali di combattimento messe in campo dagli Stati Uniti nella guerra contro il Vietnam.
A spruzzare il liquido incendiario sono i velivoli senza pilota definiti “droni drago” che, quando non vengono intercettati dalla contraerea russa vengono utilizzati come lanciafiamme aerei.
Stando alla CNN , che ha descritto alla lettera la tecnica che Kiev ha ripreso dal Vietnam, le flotte di droni ucraini spargerebbero sul terreno una miscela di polvere di alluminio e ossido di ferro, nota anche come termite, ottenendo un effetto napalm.
“Questa precisione, combinata con la capacità del drone di aggirare le difese tradizionali, rende le bombe alla termite uno strumento altamente efficace nella guerra moderna”, ha spiegato alla CNN l’analista dell’industria della difesa specializzato in guerra terrestre nonché ex ufficiale dell’esercito britannico, Nicholas Drummond.
Secondo l’analista militare russo Alexei Leonkov, invece, ciò che i droni spruzzano sul terreno potrebbe essere una miscela di pirogel, a suo dire più “efficace” delle miscele di polvere. “I “droni drago” vengono essenzialmente utilizzati come lanciafiamme aerei, ha spiegato l’analista: una volta raggiunto il bersaglio, il drone vola basso mentre disperde la miscela incendiaria che funziona come il napalm”, ha precisato Leonkov facendo notare che gli americani sono stati i primi, dopo i nazisti, a rispolverare queste tecniche.
“I droni d’attacco sono le nostre ali di vendetta, che portano il fuoco direttamente dal cielo!”, si legge sui social media della 60a Brigata meccanizzata ucraina, confermando l’orgoglio criminale di Kiev e di chi ne fa le veci, cioè Washington e gli obbedienti paesi vassallo del Vecchio Continente.
Le bombe atomiche sganciate su Nagasaki ed Hiroshima hanno in qualche modo battezzato la nascita del controllo statunitense sull’economia globale.
L’uso del napalm 2.0 e dunque delle armi ad energia diretta potrebbe decretarne la fine.