Kiev, il Black Friday degli uteri in affitto
di Jeff Hoffman
Continua a fiorire il mercato ucraino dell’utero in affitto che, nonostante la guerra, lotta per aumentare i propri profitti.
La sede di Kiev di BioTexCom, una delle maggiori cliniche internazionali specializzate nella maternità surrogata ha rassicurato gli aspiranti genitori preoccupati dalla guerra spiegando che, con altre parole, “la fabbrica” di bambini è stata trasferita nel sottosuolo in modalità bunker dove tutto è sotto controllo. In più, per allargare le opportunità genitoriali a più persone la BioTexCom, che copre quasi il 70 % della maternità surrogata ucraina, ha fatto sapere che, essendo il numero di donne disponibili nettamente diminuito perché all’estero, sta ingaggiando madri surrogate provenienti da altre ex repubbliche sovietiche. Il mercato, in effetti, si è allargato alla Georgia e all’Albania, dove una delle cliniche, “ArtBaby” promette sostegno anche alle coppie gay, LGBTQ+ e ai single.
Sul podio internazionale del libero mercato della maternità medicalmente assistita emergono anche gli Stati Uniti e il Messico,
mentre la città di Milano è in attesa del contestato evento del 20-21 maggio sulla fertilità intitolato “wish for a baby”. Gestlife, clinica statunitense facente capo al gruppo Investmedical, con sede legale a Miami, si dichiara la prima azienda in Europa nei processi di maternità surrogata con uffici a Miami, Tbilisi, Tirana, Salonicco e Kiev, rendendo l’idea di quanto forte sia l’interesse dei padroni del discorso. La sede di Kiev, stando a quanto si legge dal sito web, è stata fondata nel 2014 per accogliere clienti provenienti da Cina, Italia, Spagna, Francia, Germania, Brasile, Argentina e Svizzera. Se negli Stati Uniti il capitolo costi supera i 100mila dollari, diverso infatti è il listino prezzi in quel di Kiev dove, a quanto pare, i contratti variano da 39 a 64mila euro a seconda della tipologia di richieste.