di Fabio Belli
Le guardie di frontiera russe hanno sventato un tentativo di incursione al confine da parte di un gruppo ucraino.
È quanto ha affermato il governatore ad interim della regione di Kursk, Aleksey Smirnov, secondo il quale alle 9 del mattino ora locale, le truppe di Kiev hanno tentato di entrare in Russia dalla regione di Sumy durante i combattimenti nelle zone di Sudzhansky e Korneevsky.
Secondo quanto riferito dal canale Telegram Mash, l’offensiva ucraina sarebbe stata costituita da 100 sabotatori a bordo di veicoli blindati, tra cui Humvee e fucili automatici M4, entrambe attrezzature di fabbricazione statunitense.
Il tentativo fallito di violazione del confine sarebbe avvenuto con il supporto dell’ “RDK”, la formazione dell’intelligence militare di Kiev composta da estremisti russi. Prima di tentare lo sfondamento le forze ucraine hanno bombardato la città russa di Sudzha, ferendo undici persone, tra cui cinque bambini.
Il tutto mentre il leader ucraino, Volodimir Zelensky, in un post su X, ha sottolineato la necessità di elaborare le basi per una “giusta conclusione” del conflitto. Una necessità forse dettata da altre gatte da pelare per l’Ucraina tra cui le preoccupazioni relative al debito estero sul quale Kiev ha sospeso i pagamenti, con conseguente declassamento del rating da parte di Standard and Poor’s al livello “pre-default”.
E mentre l’Ucraina prende la strada del fallimento, il segretario del Consiglio di sicurezza russo Sergei Shoigu, in visita in Azerbaigian, accusa le autorità ucraine di non aver risposto alle proposte di Vladimir Putin di fermare le ostilità. Shoigu ha sottolineato che ogni giorno di ritardo restringe la finestra di opportunità per Kiev.”Sono passati quasi due mesi da allora, non c’è stata alcuna reazione”, ha detto Sergei Shoigu ribadendo l’inutilità di parlare di negoziati nel formato della Conferenza di Ginevra.