di Fabio Belli
L’invasione ucraina nella regione russa di Kursk per Washington costituisce un uso accettabile delle armi statunitensi per colpire l’interno della Russia. È quanto sostiene la vicesegretaria stampa del Pentagono, Sabrina Singh, secondo la quale ciò aiuterà Kiev a “riguadagnare territorio sovrano”.
“Quando vedono gli attacchi arrivare oltre confine, devono essere in grado di avere le capacità per rispondere”, ha detto la portavoce. A fronte del permissivismo statunitense, i funzionari ucraini avrebbero inoltre preso la palla al balzo, chiedendo a Washington l’uso dei missili ATACMS a lungo raggio per colpire gli aeroporti che la Russia sta utilizzando per rispondere all’incursione, è quanto riporta il Washington Post.
Da Mosca, intanto, viene dichiarata un’emergenza di tipo federale per quanto riguarda la regione di Kursk dove la situazione, secondo le autorità locali, rimane critica. A seguito dei bombardamenti, secondo il ministero della Sanità russo, 55 persone, tra cui 8 bambini, sarebbero ricoverate in ospedale, 12 delle quali in gravi condizioni.
Per fronteggiare l’offensiva delle forze ucraine, il Ministero della Difesa russo ha annunciato il trasferimento di riserve e attrezzature militari pesanti. Le colonne che marciano verso le aree di missione includono sistemi missilistici a lancio multiplo BM-21 Grad, pezzi di artiglieria trainati, carri armati, veicoli cingolati pesanti, veicoli Ural e KamAZ. Successivamente, l’esercito russo ha colpito le posizioni delle forze armate ucraine nella regione ucraina di Sumy. Sempre secondo il Ministero della Difesa russo, l’attacco è stato effettuato con una bomba aerea da tre tonnellate tramite un cacciabombardiere Su-34.
Tuttavia, Kiev prosegue gli sconfinamenti anche nella regione di Belgorod dove tre civili sono rimasti feriti in seguito all’attacco di un drone.