di Gionata Chatillard
Il Governo moldavo sembra ormai pronto alla resa dei conti con le regioni che non accettano la politica filo-occidentale della presidente Maia Sandu. All’intricatissima situazione in Transnistria si somma infatti quella della Gagauzia, territorio del sud del paese abitato da una minoranza turcofona che guarda più a Est che a Ovest. La governatrice democraticamente eletta di questa regione, Yevgenia Gutsul, si è recata proprio in questi giorni in Russia per chiedere aiuto e protezione al Cremlino. Una protezione che potrebbe essere imprescindibile non solo per la popolazione della Gagauzia, ma anche per la sua leader, se è vero, come si dice, che potrebbe essere arrestata non appena osi rimettere piede in Moldavia.
Ad assicurarlo, fra gli altri, è l’oppositore Ilan Shor, ricercato da Interpol dopo l’illegalizzazione del suo partito a giugno dell’anno scorso. “Abbiamo informazioni privilegiate secondo cui si stanno preparando ad arrestare Yevgenia Gutsul proprio all’aeroporto”, ha dichiarato il politico. Le autorità moldave, infatti, sembrano aver accelerato le pratiche giudiziarie sul conto della leader della Gagauzia proprio in concomitanza col suo viaggio a sorpresa in Russia. Non appena Gutsul ha abbandonato il suo paese, la Procura Generale ha annunciato l’imminente trasferimento in tribunale di un procedimento penale avviato l’anno scorso contro la governatrice, che ha comunque affermato di voler far ritorno in patria nonostante ad aspettarla potrebbero esserci le manette.
09
La vicenda è solo uno dei tanti riflessi della decisione di Chisinau di abbandonare la neutralità per allinearsi con NATO e Unione Europea. Una strategia che ha portato il Governo centrale a mettere i bastoni fra le ruote alle regioni autonome filorusse, con una serie di iniziative volte a penalizzarle sia dal punto di vista economico che amministrativo. Per esempio, la presidente Sandu non ha ancora firmato il decreto che dovrebbe far entrare la governatrice Gutsul nell’Esecutivo, sebbene questa prassi sia prevista dalla stessa legislazione moldava. Inoltre, l’opposizione ha denunciato che nella giornata di ieri le autorità hanno arrestato diversi esponenti politici avversi alla linea filo-occidentale di Chisinau.
Da parte sua, la governatrice della Gagauzia ha comunque incassato il sostegno del Governo russo. La portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha infatti dichiarato che la presidente moldava Sandu sta cercando di instaurare una dittatura, e che si dovrebbe” vergognare” per le “minacce” rivolte all’opposizione. Parole che ricordano quelle rivolte da Mosca a Kiev prima del conflitto armato iniziato 2 anni fa in Ucraina. La destabilizzazione della Moldavia da parte dell’Occidente potrebbe in questo senso essere propedeutica all’allargamento del conflitto in Europa orientale. E quello di Yevgenia Gutsul, che è già un caso, potrebbe presto diventare un casus belli.