di Fabio Belli
Il direttore dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ufficialmente dichiarato guerra alla carne e all’agricoltura tradizionale, in nome della lotta al “cambiamento climatico”.
“I nostri sistemi alimentari stanno danneggiando la salute delle persone e del pianeta, contribuendo a oltre il 30 % delle emissioni di gas serra, che rappresentano quasi un terzo del carico globale delle malattie”, aveva detto il capo dell’OMS in un videomessaggio per l’evento ufficiale COP28 organizzato in collaborazione con la Finlandia. Secondo Ghebreyesus, sarebbe quindi essenziale trasformare i sistemi alimentari passando a diete più sane che, tradotto nella neolingua di Davos, significa senza carne, a parte quella prodotta in laboratorio, senza latticini e, magari, con qualche nutriente insetto.
Nei giorni scorsi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo aver accusato i cambiamenti climatici e la Russia di essere la causa dei problemi degli agricoltori sul piede di guerra, aveva annunciato il ritiro della controversa legge che mirava a ridurre l’uso di pesticidi nell’Unione europea.
Intanto le proteste degli agricoltori potrebbero arrivare anche a Roma. Il governo italiano sarebbe alla ricerca di oltre 200 milioni di euro per tamponare le richieste della categoria. Si prevede infatti di ripristinare l’esenzione dell’Irpef per i redditi agrari e dominicali, cancellata dall’ultima legge di Bilancio, prorogare il credito d’imposta per il carburante agricolo e decontribuire gli operatori agricoli sotto i 40 anni.
Tuttavia, non è dato sapere se il governo intenda rispondere agli agricoltori sui temi principali, che sono l’emblema dell’estremismo ambientale delle élites mondialiste, come il recente sdoganamento dei cibi sintetici o l’obbligo di lasciare incolto il 4 per cento dei campi per una fantomatica biodiversità dei terreni.