di Fabio Belli
“Dobbiamo continuare le vendite di armi a Taiwan e assicurarci che le spedizioni avvengano in modo tempestivo”. Queste in sostanza le dichiarazioni del presidente della Camera degli Stati Uniti, Kevin McCarthy.
Dichiarazioni pronunciate in un incontro, tenutosi ieri con la presidente taiwanese, Tsai Ing-wen, presso la Biblioteca californiana Ronald Reagan di Simi Valley, dove McCarthy ha sottolineato come Stati Uniti e Taiwan abbiano una fede condivisa nella democrazia e nella libertà, una fede che, a suo dire, costituirebbe il fondamento della loro relazione duratura. “L’amicizia tra i nostri popoli è una questione di profonda importanza per il mondo libero ed è fondamentale per mantenere la libertà economica, la pace e la stabilità regionale”, ha concluso McCarthy.
La visita di Tsai Ing-wen e le dichiarazioni provocatorie e guerrafondaie del presidente della Camera statunitense hanno inevitabilmente scatenato le ire di Pechino. Con un comunicato del ministero degli Esteri, la Cina ha accusato gli Stati Uniti di collusione con le autorità di Taiwan e di connivenza con i separatisti taiwanesi. La diplomazia cinese ha ribadito come l’indipendenza di Taiwan sia assolutamente inconciliabile con la pace.
“Esortiamo ancora una volta gli Stati Uniti a rispettare il principio di una Cina e le disposizioni dei tre comunicati congiunti Cina-USA, a cessare immediatamente ogni forma di interazione ufficiale con Taiwan, a smettere di creare tensioni attraverso lo Stretto di Taiwan, a smettere di usare Taiwan per contenere la Cina e a smettere di proseguire lungo la strada sbagliata e pericolosa”, ha concluso il comunicato.