di Jeff Hoffman
Da qui al 2040 vedremo arrivare un miliardo di robot umanoidi. Ne è certo Elon Musk che, concordando con il fondatore del laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale Midjourney, David Holz, aggiunge anche che un robot simile all’uomo non soltanto può sostituirlo nelle filiere di produzione ma anche svolgere la funzione di assistente domestico e molto altro.
Stando alla tesi di Holz, inoltre, da qui al 2060 vedremo circa 100 miliardi di robot, per lo più extraterrestri, in giro per l’intero sistema solare. In un paradossale botta e risposta su X i due hanno quindi aperto una finestra panoramica sul post umanesimo perseguito da Musk che, già nel 2022, aveva dichiarato che il programma dei robot umanoidi sarebbe dovuto diventare una priorità per la Tesla, auspicando che l’affare avrebbe superato persino quello delle auto elettriche.
Proseguendo sulla scia dei paradossi, il nuovo modello di robot post umano, dotato della stessa intelligenza artificale delle auto elettriche prodotte da Elon Musk, Optimus Gen-2, è stato recentemente mostrato mentre svolgeva la complessa funzione di piegare e riporre il bucato dopo il lavaggio.
Per non restare indietro in termini di psicosi artificiale, in ogni caso, emerge che la start up fondata dall’ex ministro Roberto Cingolani, Corticale, sta sfidando Neuralink di Elon Musk con il microchip made in Italy “Sinaps”.
Si tratta, spiega la start up, di un microchip impiantabile nel cervello umano in grado di studiarlo e ascoltarlo. “È di fatto un salto in avanti tecnologico che cambia le carte in tavola e apre nuove prospettive”, spiegano i ricercatori. L’idea, secondo gli scienziati della start up, è che sia un po’ come passare dai sistemi analogici a quelli digitali, sottolineando che per gli esperti della scienza l’essere umano è ormai paragonato a qualsiasi altro hardware.
“Peggio di così si muore”, recitava un vecchio detto.