di Elisa Angelone
Oggi, 14 aprile, il presidente brasiliano Lula è stato ricevuto a Pechino da Xi Jinping. “Nessuno impedirà al Brasile di migliorare le nostre relazioni con la Cina” avrebbe dichiarato il leader brasiliano, che ha firmato oggi una serie di accordi bilaterali con Pechino che spaziano dal commercio all’economia digitale, dalla lotta alla povertà e al cambiamento climatico a progetti in ambito spaziale. Lula ieri ha visitato il centro Huawei a Shanghai, sfidando quindi apertamente Washington, che ha sanzionato il colosso tecnologico cinese in quanto “minaccia alla sicurezza nazionale”. Brasilia, tuttavia, sembra non voler prendere una posizione netta nei confronti di Pechino, ma propendere per una maggiore sintonia con la controparte cinese nel momento in cui difende l’uso delle valute nazionali dei paesi emergenti contro il predominio del dollaro USA.
Nella dichiarazione congiunta firmata da Lula e Xi al termine dell’incontro e diffusa dal governo brasiliano, si sottolinea la comune volontà di Cina e Brasile di stimolare ulteriormente il dialogo bilaterale e la cooperazione a tutti i livelli – il tutto inserito nell’ottica più ampia del rispetto del diritto internazionale e di un maggior ruolo da attribuire ai Paesi emergenti in seno all’ONU.
Pechino ha particolarmente apprezzato l’adesione di Brasilia al principio di una sola Cina, messo nero su bianco nella dichiarazione. Un altro smacco a Washington e ai suoi alleati.
Anche l’espansione dei BRICS è un tema che vede grande sintonia tra Brasilia e Pechino, entrambe favorevoli all’ulteriore sviluppo della Nuova Banca di Sviluppo del gruppo sotto la guida di Dilma Rousseff e con il Brasile che spalanca le porte agli investimenti cinesi.
Nel lungo comunicato finale viene toccata brevemente anche la questione ucraina: nessun accenno diretto al piano di pace cinese o alla proposta brasiliana circa la creazione di un club della pace, ma la volontà condivisa di contribuire alla risoluzione pacifica del conflitto coinvolgendo quanti più paesi possibile. La conferma, insomma, che le relazioni sino-brasiliane -così come i legami all’interno dei BRICS- vogliano andare al di là delle contingenze geopolitiche.
Lula avrebbe infine invitato Xi in Brasile il prossimo anno, in occasione del 50esimo anniversario delle relazioni tra i rispettivi Paesi.