di Fabio Belli
“È giunto il momento di trasformare il Mar Nero in quello che è diventato il Mar Baltico: un mare della NATO. Chiediamo la smilitarizzazione del Mar Nero, in modo che i Paesi pacifici e rispettosi della legge possano utilizzare il mare comune per il commercio, i viaggi e la libertà di vita senza temere le navi da guerra russe”.
È quanto ha affermato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che ha altresì ribadito come la “vera pace”, a suo dire, sarà possibile solo se i confini dell’Ucraina del 1991 verranno ripristinati. La provocazione del ministro ucraino fa seguito a quella di ieri quando aveva paragonato la Russia all’ISIS, basandosi su un fantomatico video on line di dubbia autenticità dove, a suo dire, le truppe russe decapiterebbero un prigioniero di guerra ucraino. “È assurdo che la Russia, che è peggio dello Stato islamico, presieda il Consiglio di sicurezza dell’Onu”, aveva detto Kuleba, evidentemente all’oscuro di altri video in cui l’esercito di Kiev massacra le popolazioni del Donbass o di bande di nazisti che con il nastro isolante umiliano e legano ai lampioni alcuni cittadini. Sulla questione visionaria della smilitarizzazione ha risposto subito il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, “Il Mar Nero non sarà mai un mare della NATO. È un mare comune per tutti gli stati costieri. Dovrebbe essere un mare di cooperazione, interazione e sicurezza”, ha detto Peskov.