di Fabio Belli
Il ministero degli esteri britannico ha declassificato una serie di documenti inerenti il caso Moro e il terrorismo degli “anni di piombo” in Italia.
Dalle carte si evincerebbe il possibile ruolo giocato dall’organizzazione paramilitare Gladio, supportata dai servizi segreti anglosassoni, con il coinvolgimento della loggia massonica P2 di Licio Gelli, che avrebbe avuto un ruolo da protagonista nella cosiddetta “strategia della tensione”. Dai documenti desecretati emergerebbe inoltre un’altra conferma al sostegno del governo statunitense alla P2 anche per atti di terrorismo.
In uno dei documenti desecretati, redatto dall’allora rappresentante permanente dell’Italia alle Nazioni Unite, Francesco Fulci, si farebbe riferimento a una riunione “super-ristretta” del 6 novembre 1990 del Consiglio Nord Atlantico della NATO. Nello stesso documento risulta nero su bianco che dopo la seconda guerra mondiale, all’incirca dal 1951, i servizi segreti occidentali idearono “mezzi di difesa non convenzionali, creando una rete nascosta volta ad operare, in caso di occupazione nemica, attraverso la raccolta di informazioni, il sabotaggio, la propaganda e la guerriglia”.
In merito al rapimento Moro, una nota declassificata del 5 novembre 1990 del Foreign Office, redatta dall’allora ambasciatore britannico a Roma, John Ashton, offre prove circostanziali che uno o più rapitori di Moro fossero segretamente in contatto con gli apparati di sicurezza dell’epoca, che avrebbero deliberatamente trascurato di seguire le piste che avrebbero potuto salvare la vita di Moro”.