di Gionata Chatillard
Fino a qualche settimana fa sembrava una linea rossa pressoché invalicabile. Oggi, invece, la possibilità di mandare truppe occidentali in Ucraina è sulla bocca dei Governi di mezza europa. Non solo di quelli più tradizionalmente russofobi, come Polonia e paesi baltici, ma anche di quelli che in precedenza si erano mostrati meno belligeranti, com’è il caso della Francia di Emmanuel Macron. Ma cosa si cela dietro questa improvvisa virata strategica?
A questa domanda ha cercato di rispondere ieri Maria Zakharova in qualità di portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa. “Tutte queste dichiarazioni rilasciate da Macron e da altri politici della NATO sono in realtà legate alla spartizione dell’Ucraina”, ha dichiarato la diplomatica, mettendo così allo scoperto quella che secondo Mosca sarebbe l’agenda segreta dei paesi occidentali. “Un’agenda che, come al solito, viene portata avanti Maria Zakharova attraverso operazioni false flag”, ha specificato Zakharova, che ha poi aggiunto: “Parlano tanto di contrastare la Russia, ma in realtà ciò che stanno facendo è iniziare a dividersi ciò che resta dell’Ucraina”.
Secondo l’alta diplomatica russa, le recenti esternazioni di Macron sarebbero dunque volte a preparare l’opinione pubblica a ciò che dietro le quinte è già stato deciso. Ipotesi, questa, che troverebbe un’ulteriore conferma nel fatto che Kiev non sia ancora stata invitata ad aderire alla NATO. “Questo”, ha spiegato Zakharova, “richiederebbe che tutti i membri del Patto Atlantico riconoscessero i confini dell’Ucraina. Una decisione che però non tutti i Governi occidentali sono disposti a prendere”.