di Margherita Furlan e Fabio Belli
Il presidente della Duma di Stato russa, Viacheslav Volodin, definisce gli Stati Uniti “il maggior beneficiario dei conflitti armati della storia”.
“Le azioni delle maggiori aziende americane produttrici di armi sono salite di prezzo dopo la forte escalation del conflitto palestinese-israeliano. Lo dimostrano i dati delle contrattazioni in borsa”, scrive Volodin sul suo canale Telegram, puntualizzando come Washington abbia sempre utilizzato le tragedie di milioni di persone per soddisfare i propri interessi economici.
Il leader della camera bassa russa fa notare come dopo la prima guerra mondiale, il PIL a stelle e strisce sia addirittura raddoppiato per le commesse ricevute dal complesso militare-industriale americano. Stesso copione dopo la Seconda guerra mondiale quando da oltre oceano, afferma Volodin, “riuscirono a sfruttare la situazione per costruire il proprio potere economico.
Sono passati decenni, ma i metodi statunitensi non cambiano”, continua il presidente della Duma invitando a guardare i casi di Afghanistan, Iraq, Libia e Siria fino a quello in Ucraina.
“Washington alimenta dunque i conflitti armati per il proprio arricchimento. E ora le portaerei americane si dirigono verso le coste della Palestina e di Israele con l’obiettivo non di garantire la pace, ma di scatenare un’altra guerra conveniente agli Stati Uniti”, conclude Volodin.
Disarmante il capo del Cremlino, Vladìmir Putin, sulla questione: “Non capisco perché gli Stati Uniti stiano portando un gruppo di portaerei nel Mar Mediterraneo. E perché annunciando di portarne altri? Non ne capisco il senso. Cosa faranno, bombarderanno il Libano o cosa? Che cosa hanno intenzione di fare? O stanno solo cercando di spaventare qualcuno? Lì ci sono persone che non hanno più paura di nulla. Non è questo il modo di risolvere i problemi, di trovare un compromesso. È quello che dovremmo fare tutti. Naturalmente, queste azioni aggravano la situazione”.
Il segretario generale della NATO sostiene che il rafforzamento della presenza americana in Medio Oriente è necessario per evitare che i paesi “ostili a Israele” cerchino di trarre vantaggio dalla situazione.
Vladimir Putin visiterà la Cina la prossima settimana secondo il suo consigliere Ushakov. Il presidente russo dovrebbe partecipare al terzo forum internazionale dedicato alla Belt and Road Initiative.