di Fabio Belli
La NATO prenderà in considerazione il raddoppio dei finanziamenti all’Ucraina in cambio della non adesione sull’ingresso di Kiev nell’Alleanza.
È quanto scrive oggi, 4 aprile, il Financial Times, specificando che il fondo di assistenza, creato nel 2016, prevede un’erogazione di circa 250 milioni di euro annui. Erogazione che dunque sembra destinata a diventare di 500 milioni e che sarà deliberata da una riunione dei ministri degli esteri dell’Alleanza.
Sempre secondo il quotidiano statunitense, tale rilancio mirerebbe a placare l’irritazione di Kiev per non aver ancora ricevuto una risposta alla domanda di adesione alla NATO formalizzata a settembre scorso. Molti Paesi dell’Alleanza sostengono che l’adesione non può essere contemplata durante un conflitto in corso, motivo per cui molti stati membri si starebbero adoperando per rafforzare il sostegno esterno. Tuttavia il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, avrebbe riferito ai leader della Nato che parteciperà al vertice solo se gli verranno offerti benefici tangibili.
Ad ogni modo l’Alleanza non sembra voler andare oltre alle promesse di denaro e di armi. Ieri il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato di non poter dare una data precisa a Kiev. “Stiamo fornendo un livello di supporto senza precedenti. E ora stiamo esaminando come possiamo sviluppare ulteriormente le nostre relazioni politiche”, ha detto Stoltenberg che oggi ha ricordato come dall’inizio dell’Operazione speciale i Paesi della NATO hanno fornito più di 65 miliardi di dollari in assistenza militare all’Ucraina superando anche il budget annuale della Federazione Russa per la Difesa che per il 2023, secondo l’ultima legge di bilancio, ammonta all’equivalente di 63,7 miliardi di dollari.