di Margherita Furlan e Fabio Belli
A un anno dall’attentato al gasdotto Nord Stream, secondo Seymour Hersh i mandanti statunitensi non avrebbero lasciato traccia. “I rapporti sull’operazione furono inviati solo alla CIA. I documenti cartacei sono stati distrutti dopo l’esplosione degli oleodotti”, ha affermato Hersh, che racconta le rivelazioni fattegli da un funzionario statunitense. “Il timore della Casa Bianca era che Putin avrebbe preso la Germania sotto il suo controllo e poi avrebbe preso la Polonia. Così il presidente ha sferrato un colpo contro l’economia della Germania e dell’Europa occidentale. La leadership della squadra della CIA ha preso le indicazioni di Biden come l’ordine di distruggere gli oleodotti, come un passo strategico verso la conquista mondiale”. Pochi giorni dopo il bombardamento, rammenta Hersh, i funzionari danesi e svedesi annunciarono che avrebbero condotto un’indagine. Due mesi dopo riferirono che effettivamente “c’era stata un’esplosione”, e che vi sarebbero state ulteriori indagini. Ma non ne è emersa alcuna. Il governo tedesco ne ha condotto una ma ha annunciato che la maggior parte dei suoi risultati, sarebbero stati classificati. Così lo scorso inverno le autorità tedesche hanno stanziato 286 miliardi di dollari in sussidi alle grandi aziende e ai proprietari di case che hanno dovuto far fronte a un aumento della spesa energetica. Il presidente Biden ha invece aspettato 4 giorni prima di definire il bombardamento dell’oleodotto “un atto deliberato di sabotaggio”. Ha detto: “ora i russi stanno diffondendo disinformazione al riguardo.” A Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che ha presieduto le riunioni che hanno portato alla proposta di distruggere segretamente gli oleodotti, è stato chiesto in una successiva conferenza stampa se l’amministrazione Biden “ora crede che la Russia fosse probabilmente responsabile dell’atto di sabotaggio”. La risposta di Sullivan a pagamento, senza dubbio, riporta Hersh, è stata: “La Russia ha fatto quello che fa spesso, quando è responsabile di qualcosa, ovvero accusare che in realtà sia stato qualcun altro a farlo.”
Intanto Kiev continua a ricevere istruzioni da Washington, anche attraverso l’ex Segretario di Stato statunitense, Henry Kissinger, che ieri è arrivato nella capitale ucraina.