Pesaro, 1° maggio contro i biolaboratori
di Jeff Hoffman
E’ “Stop ai biolaboratori in Italia” il titolo della manifestazione che ieri, 1° maggio, ha avuto luogo a Pesaro dove circa 10mila persone si sono radunate presso la località Torraccia che, secondo i piani del Comune di Pesaro e l’Istituto sperimentale Zooprofilattico di Umbria e Marche, darà sede a uno dei nuovi biolaboratori previsti per il fu Belpaese.
Obiettivo della protesta, scrive l’agenzia Ansa, è fermare la realizzazione del biolaboratorio a Pesaro e quella di altre strutture simili nel resto d’Italia.
Sul tema dal Consiglio Comunale di Pesaro è stata presentata un’interrogazione al Sindaco, mentre l’Associazione di promozione del territorio SEAM è ricorsa alla presidenza della Repubblica e alla Corte dei Conti contro il Comune di Pesaro e l’Istituto Zooprofilattico allo scopo di ottenere un annullamento della delibera comunale rispetto all’alienazione del terreno.
Il fu Belpaese è già completamente inserito nei piani della cosiddetta ricerca scientifica per lo più guidati dal Pentagono o da istituzioni ad esso legate. Il biolaboratorio di Pesaro, infatti, non è né il primo né l’ultimo nella colonia italica. Soltanto nel 2022, a quanto pare, già due biolaboratori con lo stesso livello di sicurezza di quello previsto a Pesaro sono stati inaugurati nel paese, uno presso l’ospedale territoriale di Varese, l’altro all’interno dell’ISS a Roma, mentre altre tre strutture, sempre con livello di sicurezza 3, sono presenti a Sigonella, a Trieste e, di nuovo, nella capitale presso l’ospedale Spallanzani. Due, invece, sono i laboratori in Italia certificati con il livello di sicurezza 4, come Wuhan: uno presso l’Ospedale Sacco di Milano e l’altro allo Spallanzani di Roma.
A metà aprile, intervenendo nel merito, il pesarese Roberto Burioni aveva ironizzato sulle proteste contro il laboratorio di prossima apertura affermando che bisogna fidarsi della scienza, non specificando però se anche di quella senza coscienza.
Secondo il direttore dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive, Giuseppe Ippolito, avere un laboratorio non significa essere infettivi: si pensi al caso di Lione, Francia, dove i laboratori sono al centro della città, con finestre che si affacciano su una strada, o in Texas dove i laboratori stanno su una spiaggia alla vista di tutti. Non una parola, però, su quello di Fort Detrick, base militare del Maryland, dal cui laboratorio, nel 2019, si verificarono i primi casi di “una strana forma” di polmonite interstiziale fra i civili residenti nell’area.
La protesta contro i biolaboratori, promettono i manifestanti, continua.