di Fabio Belli
Oggi, 29 febbraio, il presidente russo, Vladimir Putin, ha rivolto il suo messaggio annuale all’Assemblea federale russa. Il discorso, svoltosi al Gostiny Dvor nel centro di Mosca, è durato oltre due ore e si è tenuto a circa due settimane dal voto presidenziale, in cui Putin è in corsa per la rielezione.
Durante il suo intervento il capo del Cremlino ha commentato l’eventualità di invio delle truppe NATO in territori della Federazione Russa. “Le conseguenze di un qualsiasi intervento saranno molto più tragiche”, ha detto il presidente russo puntualizzando che le forze nucleari strategiche del Paese sono in uno stato di piena prontezza, così come i test sulle nuove armi. Il riferimento di Putin è senza dubbio ai nuovi missili balistici intercontinentali super pesanti, Sarmat, già in servizio presso l’esercito russo.
“La Russia metterà fine alla guerra, sradicherà il nazismo e raggiungerà tutti gli obiettivi dell’operazione speciale”, ha ribadito Putin che ha messo in guardia l’Occidente anche dai tentativi di distruggere il paese dall’interno e definendo poi una sciocchezza sia l’accusa dei leader europei di un attacco della Russia al Vecchio Continente, sia le accuse infondate di un fantomatico collocamento di armi nucleari nello spazio.
“L’Occidente sta cercando di trascinare la Russia in una corsa agli armamenti; trucchi simili furono usati contro l’Unione Sovietica già negli anni ’80”, ha affermato il presidente russo che ha poi affrontato le questioni economiche facendo una previsione sulla quota dei paesi BRICS nell’economia mondiale. “Sulla base della parità del potere d’acquisto arriverà al 36,6%, mentre la quota dei paesi del G7 scenderà al 27,8%”, ha osservato Putin elogiando le politiche della Federazione Russa che, a suo dire, potrebbe diventare una delle quattro maggiori economie del pianeta vista la sua crescita superiore alla media dei paesi del G7.
Le dichiarazioni dei media occidentali al discorso non si sono fatte attendere. In coro le maggiori testate europee e anglo statunitensi hanno focalizzato il passaggio dell’intervento di Putin sul rischio di una guerra nucleare etichettando il presidente russo, e non la NATO, come una “minaccia diretta” per l’Occidente.