di Fabio Belli
Dalla seconda metà del 2026, la nave rigassificatrice, Golar Tundra, potrebbe essere spostata dall’attuale porto di Piombino nella zona di Vado Ligure.
È quanto affermato da SNAM, secondo cui la nave rimarrebbe in funzione 20 anni: i primi 3 a Piombino e i successivi 17 in una zona offshore a quattro chilometri dalla costa appartenente ai comuni di Vado Ligure, Savona e Quiliano. Nonostante le rassicurazioni sulla distanza della nave rigassificatrice dai centri abitati, la decisione non è affatto andata giù ai cittadini del savonese che hanno già iniziato le manifestazioni di protesta.
A Quiliano, dove è prevista la posa di diversi chilometri di tubatura e la realizzazione di un impianto di regolazione, è già in corso una raccolta firme. E al malcontento di associazioni e comitati si aggiunge l’iniziativa di un istituto scolastico il cui organo ha approvato all’unanimità una delibera in cui, oltre all’immediato ritiro del progetto avallato dalla Regione Liguria, si annuncia la volontà di “disertare qualsiasi proposta di educazione ambientale, civica e di salute che pervenga dalla Regione o dagli enti ad essa collegati ritenendo ipocrita la richiesta di formare le coscienze degli studenti a valori che nella realtà vengono disattesi e calpestati”.
Gli esponenti della Regione si sono difesi rimarcando l’utilità del rigassificatore scagliandosi contro l’inaspettata decisione dell’istituto scolastico, definendo la mossa una strumentalizzazione col chiaro intento di utilizzare gli alunni per fomentare odio nei confronti della scienza. Una scienza utilizzata sempre più per giustificare decisioni totalmente avulse dai reali bisogni dei cittadini e dai loro diritti.