di Jeff Hoffman
L’organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e i BRICS hanno serrato i ranghi per predisporsi allo scontro.
Se è lo scontro che volete, lo avrete, ha dichiarato in altre parole il capo della diplomazia cinese, Wang Yi (pronuncia vang ii) che, dal summit della SCO ad Astanà ha raccomandato ai paesi membri dell’organizzazione di preservare la propria autonomia strategica e non permettere mai a forze esterne di trasformare l’Eurasia in una “arena geopolitica”.
Oltre a cambiare i toni del discorso, tuttavia, il capo della diplomazia cinese ha spiegato che alcuni paesi si muovono nel buio organizzando piccole associazioni a delinquere con l’obiettivo di tagliare legami di cooperazione internazionale e interregionale con l’arma del terrorismo e dell’estremismo religioso.
Nel discorso conclusivo del summit di Astana, il ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavròv, ha invece affidato ai presenti il compito di sviluppare approcci comuni per garantire la sicurezza e la cooperazione eurasiatica da parte degli stessi Stati di questo continente.
“Abbiamo sottolineato che l’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai può svolgere il ruolo di catalizzatore di questi processi, coinvolgendo altri partner della regione”, ha concluso Lavrov dando un nuovo impulso al Comitato esecutivo della Struttura regionale antiterrorismo nota come RATS.
A chiarire il quadro ci ha pensato il capo dei servizi segreti russi, Alexander Bortnikov, che, senza peli sulla lingua, ha chiarito che Stati Uniti, Regno Unito e NATO sono in modalità guerra ibrida totale contro la Russia e, per questo, stanno facilitando il trasferimento di terroristi-jihadisti verso l’interno dell’Ucraina. “Una sorta di legione straniera del terrore che dovrebbe essere considerata come il nemico pubblico numero uno della SCO”.
Nel frattempo, mentre il Consiglio di Sicurezza dell’ONU fissava per oggi una riunione di emergenza sugli attacchi aerei a Rafah, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha fatto sapere che i ministri della Difesa dell’UE discuteranno degli attacchi di Kiev con armi occidentali sul territorio russo e dei “rischi di escalation” ad esso associati.
E la guerra infinita continua.