di Jeff Hoffman
Dopo l’accordo volto a rafforzare la cooperazione in campo di difesa, Niger e Russia hanno appena firmato un memorandum d’intesa sulla cooperazione multisettoriale tra i due paesi.
Il capo del Consiglio nazionale per la difesa ha ricevuto domenica scorsa la delegazione russa guidata dal viceministro della Difesa.
Stando a Bloomberg, che cita gli immancabili funzionari anonimi, la società nucleare russa Rosatom starebbe trattando l’acquisizione delle miniere di uranio detenute dalla francese Orano che, dal lontano 1971 estrae il minerale necessario come combustibile per le centrali nucleari francesi.
“La Russia ha intensificato i suoi legami economici, diplomatici e militari in Africa, anche dopo il colpo di stato in Niger”, ha dichiarato Mark Hibbs, analista nucleare con sede a Berlino presso il Carnegie Endowment for International Peace, aggiungendo che la società russa Rosatom ne starebbe approfittando per diversificare i suoi investimenti.
Rosatom non ha intenzione di acquisire le attività minerarie di uranio della francese Orano in Niger, ha prontamente risposto il servizio stampa della società statale russa commentando l’articolo di Bloomberg.
Secondo il suo sito web, Orano detiene partecipazioni di maggioranza nelle società operative di Somair, una miniera a cielo aperto, di Cominak, una miniera sotterranea ora chiusa, e del progetto Imouraren, che è stato sospeso dal 2015.
Il dato certo, spiega l’Agenzia per l’approvvigionamento dell’Euratom, è che l’Unione europea dipende dal Niger per un quarto delle sue forniture di uranio.
Il piano francese, adesso messo in discussione dal cambio di orientamento politico del nuovo governo militare, prevedeva, grazie al progetto Imouraren nel deserto del Sahara, di fornire combustibile ai 57 reattori francesi per i prossimi 35 anni.
Considerato che l’Europa ha certificato come “verde” l’energia nucleare, e che i paesi allineati con gli Stati Uniti avranno sempre maggiori difficoltà ad importare uranio, la campagna mediatica anti russa adottata da Bloomberg tende ad allargare il conflitto che l’occidente sta perdendo sia sul fronte militare che su quello economico.
Ciò che è sfuggito ai media occidentali è che, nonostante le numerose risorse del Niger e la decennale presenza della democratica Francia, il Niger è uno dei paesi più poveri del pianeta, con un tasso di alfabetizzazione del 29% e una parte del paese privo di energia elettrica.
E la fuga dalla Francia continua.