di Gionata Chatillard
Dopo aver mandato via le truppe francesi, Niger, Mali e Burkina Faso intendono sbarazzarsi anche della moneta imposta loro dalla vecchia potenza coloniale, il Franco CFA. Ad annunciarlo è stato il Governo militare di Niamey, che appena 2 settimane fa aveva preso la decisione di abbandonare la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale insieme ai suoi 2 alleati. Già a settembre, i 3 paesi avevano deciso di coalizzarsi con l’obiettivo di recuperare la piena sovranità nazionale lasciandosi alle spalle il dominio francese. Un dominio di cui il Franco CFA è stata una delle colonne portanti. La valuta, attualmente utilizzata da 8 paesi, è infatti ancorata all’euro, il che sostanzialmente impedisce a queste nazioni di portare avanti una politica monetaria indipendente.
“I nostri Stati non dovranno più essere considerati come vacche da mungere”, ha dichiarato il leader della Giunta nigerina, annunciando di voler chiedere alla Francia un risarcimento per aver “saccheggiato” le risorse naturali del paese africano per oltre un secolo. Oltre a ciò, Niger, Mali e Burkina Faso hanno anche già espresso la volontà di creare assieme un fondo di stabilizzazione e una banca di investimento. L’ultimo passo, quindi, sarebbe proprio quello di sbarazzarsi anche del Franco CFA, battezzato così nel 1945 come acronimo di “Colonie Francesi d’Africa”. Arrivare a instaurare una nuova valuta -che prenderà probabilmente il nome di “Sahel”- non sarà comunque un percorso privo di difficoltà. Non solo per le difficoltà tecniche del processo, ma anche per l’eventuale reazione che potrebbe suscitare a Parigi. Per maggiori informazioni, chiedere a Gheddafi.