di Fabio Belli
L’Occidente attraverso un incidente nucleare a Zaporozhye potrebbe entrare in prima linea nel conflitto ucraino.
È quanto sostiene il portavoce della società Rosenergoatom in un’intervista rilasciata ai media russi. La tanto pubblicizzata “controffensiva” ucraina, secondo il funzionario, si sarebbe già esaurita e si tradurrebbe in una sconfitta per l’Occidente, motivo per cui i padroni angloamericani starebbero valutando opzioni drastiche, come un’operazione sotto falsa bandiera a Zaporozhye.
Nonostante nell’ultimo mese nella zona della centrale siano aumentate le truppe ucraine, per il regime di Kiev la miglior difesa sembra essere l’attacco tanto che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, continua ad annunciare la catastrofe nucleare per colpa dell’esercito russo reo, a suo dire, di avere posizionato auto con esplosivi nell’impianto di Zaporozhye, nonché d’avere minato gli stagni di raffreddamento. Tuttavia il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, che ha più volte ispezionato il sito, ha smentito categoricamente questa ipotesi. “Non discuterei mai con il presidente dell’Ucraina. I nostri team sono lì e non hanno riferito niente al riguardo”, ha precisato Grossi durante un’intervista a France24.
L’11 luglio prossimo si terrà a Vilnius il vertice della NATO; e sullo sfondo di un sempre più palpabile fallimento della fantomatica controffensiva ucraina, il coup de théâtre del regime di Kiev e dei suoi sodali di far saltare in aria la centrale di Zaporozhye tramite una false flag potrebbe essere l’occasione propizia per indottrinare l’opinione pubblica occidentale.
Ogni riferimento all’episodio di Bucha non è affatto casuale. Anche a questo probabilmente si riferisce oggi il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, quando scrive su Telegram: «Un’apocalisse nucleare non è solo possibile, ma anche abbastanza probabile». «Ci sono almeno due ragioni», ha spiegato Medvedev, «primo, il mondo è in uno scontro molto peggiore che durante la crisi dei Caraibi, perché i nostri nemici hanno deciso di sconfiggere davvero la più grande potenza nucleare, la Russia. Sono degli idioti ma è proprio così». La seconda ragione, ha concluso Medvedev, «è piuttosto banale: le armi nucleari sono già state utilizzate sapete bene da chi e dove, il che significa che non ci sono tabù».