di Fabio Belli
Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha tenuto oggi una conferenza stampa a Mosca per discutere i risultati della diplomazia russa e condividere le sue opinioni sui cambiamenti nel panorama globale dell’ultimo anno.
Alla conferenza hanno partecipato circa 190 giornalisti russi e 170 membri della stampa estera.
Il capo della diplomazia russa è intervenuto sulla situazione in Medio Oriente sottolineando che nessuno ha dato il diritto agli Stati Uniti e ai suoi alleati di condurre attacchi contro le milizie Houthi nello Yemen. Lavrov ha ricordato che l’azione unilaterale ricorda la campagna di bombardamenti occidentali contro la Libia nel 2011 portò il paese alla completa rovina.
Per quanto riguarda la questione palestinese, il ministro russo, nel ribadire la necessità di una soluzione a due stati, si è detto pronto a svolgere un ruolo attivo nella soluzione del conflitto su vasta scala che garantirebbe la sicurezza di Israele nel quadro dell’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Tuttavia, secondo il capo della diplomazia russa, Israele non dovrebbe pensare che l’Olocausto gli dia carta bianca quando si tratta di politica estera. Sebbene lo sterminio deliberato degli ebrei fu un “crimine terribile”, lo fu anche il genocidio del popolo sovietico durante l’invasione nazista. “Secondo questa logica possiamo fare quello che vogliamo. Ciò non funzionerà se vogliamo sostenere sistematicamente il diritto internazionale”, ha detto Lavrov che ha ribadito l’enorme differenza tra i bombardamenti criminali a Gaza e le azioni russe in Ucraina. “L’esercito russo rispetta le norme, colpiamo obiettivi militari in Ucraina”, ha detto il ministro degli Esteri russo.
Per quanto riguarda il conflitto russo ucraino, Lavrov ha fatto notare come l’Occidente sia consapevole che Zelensky stia sfuggendo al controllo e ha criticato ancora la NATO per non aver mostrato alcun interesse a risolvere il conflitto, accusando i paesi occidentali di spingere Kiev ad un’escalation. In primis il Regno Unito reo, a suo dire, di consigliare all’Ucraina potenti attacchi contro la Crimea.
“La Russia non vede alcun motivo per tenere colloqui con gli Stati Uniti sulla stabilità strategica finché questi intraprendono una ‘guerra ibrida’ contro Mosca sostenendo l’Ucraina”, ha concluso il ministro.