LEVANTE 24.03.2026 đź”´ Il popolo ha votato, Wall Street ha incassato: chi ha vinto davvero?
Siamo al 24° giorno di bombardamenti, con l’Arabia Saudita e le cosiddette monarchie del Golfo che affiancano la “coalizione Epstein” rilasciando dichiarazioni contraddittorie, mentre le petroliere cinesi e indiane trovano corridoi segreti nello Stretto di Hormuz. La stampa internazionale punta il dito sul capo del Mossad, David Barnea. Cina, India, Pakistan, Iraq e Malaysia negoziano con Teheran per il passaggio attraverso lo Stretto. I vassalli europei obbediscono a Washington, che da una parte ordina di partecipare alla guerra e dall’altra pretende la firma del cosiddetto Accordo di Turnberry.
💰 A Wall Street, qualcuno sapeva. Come abbiamo raccontato nel nostro pezzo “Il colpo delle 6:50”, quindici minuti prima che Trump annunciasse la tregua con l’Iran, qualcuno ha piazzato un blocco da 1,5 miliardi di dollari in futures sull’S&P 500 e scaricato 192 milioni in futures sul petrolio. Volumi da quattro a sei volte superiori a qualsiasi operazione precedente, nel silenzio del premarket. Poi il post su Truth Social: “conversazioni molto buone e produttive”, sospensione per cinque giorni degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. I futures esplodono, il petrolio crolla. L’Iran nega tutto. Il presidente del Parlamento Qalibaf accusa Trump di usare fake news per manipolare i mercati. La domanda resta: quante volte può un uomo fabbricare il panico, vendere il sollievo, e chiamare tutto questo “negoziato”?
🗳️ Intanto in Italia il popolo ha parlato, e ha detto No. La riforma della giustizia Nordio è stata bocciata con il 53,7% dei voti e un’affluenza record del 58,9% . Meloni ha riconosciuto la sconfitta parlando di “occasione persa” ma ha escluso le dimissioni . Schlein ha dichiarato che i giovani hanno fatto la differenza, Conte ha parlato di “primavera politica” . E oggi il terremoto politico si allarga: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, uno dei volti più identitari della linea del governo, starebbe valutando le dimissioni . A pesare è la vicenda dei suoi rapporti societari con la figlia di un condannato per legami con un clan di camorra , un dossier congelato fino a urne chiuse che ora torna sul tavolo di Palazzo Chigi. Il governo resta sospeso nel suo equilibrismo sulla guerra in Iran, definita “fuori dal diritto internazionale” ma senza condanna esplicita, una formula che i critici hanno definito “pilatesca”.
Ne parliamo con Angelo D’Orsi, storico, già professore di Storia del pensiero politico all’Università di Torino, e Stefano Orsi, esperto di strategia militare e geopolitica. In studio Jeff Hoffman.
Parleremo di:
đź”— Iran e Vicino Oriente
đź”— Raid aerei anche su Iraq, Libano e Siria
đź”— Giochi di spie e giochi di borsa
💰 Il colpo delle 6:50 — chi ha incassato sulla pelle dell’Iran
🗳️ Referendum: il No travolge Nordio, Delmastro verso le dimissioni
🇮🇹 Meloni tra sconfitta referendaria e obbedienza atlantica
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