di Elisa Angelone
Londra starebbe valutando nuove restrizioni sui visti per una serie di nazioni dopo che l’intelligence interna britannica, la Mi5, ha fornito al Governo prove di come “cittadini di paesi ostili, come la Cina” siano riusciti a entrare nel Regno Unito “ottenendo la cittadinanza in paesi terzi”. Tra i paesi coinvolti risulterebbero ad esempio la Namibia, Timor Est e Vanuatu che permetterebbero ai cittadini stranieri di ottenere il passaporto del Paese in cambio di denaro. Secondo l’intelligence britannica tra questi vi sarebbero anche “spie cinesi” e il timore è che agenti russi possano fare lo stesso. Con il passaporto di questi paesi, infatti, le presunte spie possono così soggiornare senza visto nel Regno Unito fino a sei mesi.
Da cui la necessità, secondo il ministero dell’Interno britannico, di cambiare le regole sul rilascio dei visti per determinate nazioni. In questo però, riferisce il Times, il cosiddetto Home Office starebbe incontrando la resistenza del ministero degli Esteri, restio a restringere il regime sui visti per non intaccare il settore turistico.
Sempre secondo quanto riferito dal quotidiano britannico, la rotta più preoccupante per la pratica di ottenimento dei passaporti sarebbe proprio la Repubblica di Vanuatu, nel Pacifico meridionale, che consentirebbe a cittadini stranieri di ottenere la cittadinanza nel giro di breve tempo dietro pagamento di una tassa, senza neppure doversi recare in loco. Vanuatu è lo stesso arcipelago corteggiato ultimamente da Washington nel tentativo di arginare l’influenza cinese nella regione del Pacifico.
Agitare il fantasma delle spie cinesi (e russe) è probabilmente parte della strategia di contenimento di Pechino.