di Gionata Chatillard
Nel giorno in cui festeggiava il suo 25º anniversario come re del Marocco, Mohammed VI ha ricevuto da Emmanuel Macron un enorme -ma forse non inatteso- regalo diplomatico. In una lettera recapitata al monarca, il presidente francese ha annunciato ufficialmente che Parigi, a partire da adesso, sosterrà il piano di Rabat per l’autonomia del Sahara Occidentale. Una svolta storica dopo decenni di equidistanza, dal momento che con questa mossa Macron stabilisce che la citata regione africana debba ricadere sotto la sovranità marocchina.
Il conflitto del Sahara Occidentale dura ormai da mezzo secolo. Rabat considera l’ex colonia spagnola come un suo territorio, mentre il Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria, si batte invece per l’indipendenza di questo territorio. La decisione della Francia allontana così ulteriormente la prospettiva di un referendum di autodeterminazione, una rivendicazione storica degli indipendentisti sostenuta anche dalle Nazioni Unite. Ed è infatti proprio la posizione di Parigi come membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU a rendere ancora più significativo l’annuncio di Macron, che è comunque solo l’ultimo di una lista che non fa che allungarsi.
La drastica svolta diplomatica dell’Eliseo arriva infatti dopo decisioni simili prese prima dagli Stati Uniti, e poi da Israele, dalla Spagna e da diversi paesi africani che hanno deciso di scaricare la causa del Fronte Polisario per allinearsi con Washington. La Casa Bianca preferisce infatti non intralciare il Marocco sulla questione del Sahara Occidentale, soprattutto da quando Rabat è diventato uno dei principali pilastri dei cosiddetti Accordi di Abramo, il cui obiettivo è quello di arrivare alla normalizzazione dei rapporti tra Israele e i paesi arabi.
All’annuncio di Macron, gli indipendentisti del Polisario hanno risposto dichiarando che Parigi, in questo modo, “non fa altro che andare contro la legalità internazionale, sostenendo l’occupazione violenta” della regione e l’espansionismo della monarchia di Mohammed VI”. Una reazione che però l’Eliseo può forse anche permettersi di ignorare. Non altrettanto si può invece dire nei confronti dell’Algeria, ex colonia francese che accoglie sul suo territorio oltre 170.000 profughi del Sahara Occidentale. Il paese africano ha definito ““inopportuna e controproducente” la dichiarazione di Macron, minacciando di “trarre tutte le conseguenze” che possano derivare da tale decisione. La prima di queste non si è fatta attendere, dal momento che proprio oggi Algeri ha ritirato il suo ambasciatore a Parigi.