di Margherita Furlan e Fabio Belli
Ad abbattere il DC9 precipitato ad Ustica nel lontano 1980 sarebbe stata l’aviazione francese, che per sbaglio voleva colpire un Mig con a bordo l’allora presidente libico Muammar Gheddafi.
Lo sostiene, in un’intervista a La Repubblica, l’ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, secondo cui il rais sarebbe stato informato da Bettino Craxi a conoscenza dei piani della NATO che, tramite la simulazione di un’esercitazione, avrebbe dovuto con un incidente involontario eliminare Gheddafi. Amato, a distanza di oltre 43 anni dall’incidente, ha accusato l’aeronautica italiana di schierarsi in difesa della menzogna, ma anche lo stesso Craxi, definito “uno statista trasgressivo in politica estera in quanto amico di Gheddafi e Arafat”.
Amato ha accusato anche il Presidente francese, Emmanuel Macron. Secondo l’ex premier, l’attuale capo dell’Eliseo dovrebbe togliere l’onta che pesa sulla Francia, porgendo le scuse più profonde all’Italia e alle famiglie delle vittime, oppure dimostrando che questa tesi è infondata. Da Parigi fanno sapere che Macron sarebbe disposto a “collaborare” senza tuttavia attribuire responsabilità alla Francia.
Tuttavia la tesi della responsabilità francese era già stata ampiamente sostenuta nel 2007 dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, secondo cui il DC9 dell’Itavia sarebbe stato abbattuto con un aereo militare partito dalla portaerei Clemenceau. Tesi portata alla luce nel 2016 anche dall’emittente transalpina Canal+, ma che non collima con tutti gli straordinari elementi emersi dalle indagini, tuttora occultati ma resi pubblici solo da giornalisti come Paolo Cucchiarelli.
In una lettera inviata al quotidiano La Verità, Giuliano Amato avrebbe smorzato i toni sostenendo di non disporre di elementi nuovi e di non ricordare addirittura chi gli riferì delle responsabilità di Craxi sulla soffiata a Gheddafi, ammettendo di poter confondere il 1980 con il 1986.
Oltre all’insolito accanimento contro Parigi che innesca un inevitabile “cui prodest”, un’altra domanda sorge spontanea: come mai Giuliano Amato, che ha recentemente ricoperto anche la carica di Presidente della Corte Costituzionale, parla solo ora di questa vicenda, una delle pagine più nere della storia italiana, dopo che per quarant’anni ha giurato più volte “di osservare le leggi e agire nell’interesse esclusivo della Nazione”? Soprattutto da chi è guidato? La Francia perde l’Africa, e insieme il ruolo di leader di un’Europa in agonia.